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Test da 51 a 100 - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Test da 51 a 100

I quiz dei concorsi delle ASL 3° parte > Regione Sardegna > Fisioterapista
 

N.B. I seguenti quiz appartengono alla banca dati dei test per fisioterapisti, molti di questi vengono proposti anche agli infermieri e operatori socio sanitari
Le risposte ai seguenti quesiti sono state elaborate da Francesco Bianco



51 QUALE DEI SEGUENTI NON È DA CONSIDERARSI UN AUSILIO TECNICO?

A) Forbice a presa larga

B) Carrozzina elettrica

C) Corsetto Milwaukee


52 QUALE DEI SEGUENTI AUSILI È INDICATO IN UN SOGGETTO ANZIANO SOTTOPOSTO AD INTERVENTO DI PROTESI D’ANCA?

A) Carrozzina elettrica

B) Tripode

C) Bastone canadese

53 NELL’AMBITO DELLA CHIRURGIA ONCOLOGICA LA QUADRANTECTOMIA È:

A
) L’asportazione di una porzione di parenchima della ghiandola mammaria

B) La scomparsa di un quadrante del campo visivo

C) L’asportazione di un quadrato di cute in chirurgia plastica
Terapia chirurgica e medica


Le linee guida del trattamento chirurgico del cancro della mammella prevedono una serie di interventi inquadrati rigidamente in protocolli. Segue un elenco delle tecniche più usuali.

Biopsia mammaria e tumorectomia
La biopsia consiste nell’asportazione di frustoli di tessuto. Essa può essere incisionale se si limita ad asportare una piccola parte di un tumore più voluminoso o escissionale quando asporta in blocco tutta la neoplasia. Alla biopsia va sempre associato l'esame istologico che può essere estemporaneo se il patologo prepara al microtomo congelatore il pezzo anatomico esaminandolo appena gli viene inviato dal chirurgo o differito quando lo esamina in un secondo momento rispetto all’intervento. La tumorectomia consiste nella asportazione del tessuto mammario limitatamente al tumore, con o senza la cute che lo ricopre. È un intervento terapeutico vero e proprio che trova indicazione per forme tumorali benigne o per particolari forme tumorali maligne molto limitate. Si distingue dalla biopsia escissionale perché mentre questa è un intervento finalizzato alla diagnosi nel caso della tumorectomia si tratta di un intervento finalizzato alla terapia.

Tumorectomia allargata
Corrisponde alla escissione della parte di ghiandola mammaria contenente il tumore insieme ad almeno 1 centimetro di parenchima sano circostante. È un intervento che viene praticato per neoplasie molto piccole. Quando esse non sono palpabili il chirurgo per individuarle segue il percorso di un repere metallico introdotto in precedenza sotto guida ecografica o stereotassica. Perché si abbia la certezza di aver effettuato la exeresi completa della zona malata il pezzo anatomico viene sottoposto ad un controllo radiografico che permette la comparazione immediata dell'area asportata (tessuto attorno al repere metallico) con quella riconoscibile nel radiogramma praticato prima dell’intervento.

Quadrantectomia

Per quadrantectomia si intende l’asportazione di un pezzo di ghiandola mammaria con la cute soprastante e la sottostante fascia del muscolo grande pettorale. Nelle mammelle piccole la exeresi può coincidere con uno dei quattro quadranti in cui anatomicamente si divide la mammella. In quelle più voluminose corrisponde alla asportazione di uno spicchio di mammella. È un intervento limitato che dà ottimi risultati estetici paragonabili a quelli di una mastoplastica riduttiva tanto da richiedere, spesso, il rimodellamento del seno contro-laterale diventato asimmetrico rispetto a quello operato.

Mastectomia
Per mastectomia  si intende la asportazione chirurgica della mammella, momento essenziale della terapia di gran parte dei tumori maligni che
colpiscono quest'organo. La exeresi (cioè l'asportazione) può essere limitata alle sole strutture mammarie quali la ghiandola, la cute che la riveste, l'areola ed il capezzolo o allargata anche ai sottostanti Muscolo grande pettorale e Muscolo piccolo pettorale. Momento conclusivo della mastectomia è l'asportazione delle stazioni linfatiche che drenano la linfa in direzione del cavo ascellare.
Questo intervento conta numerose varianti, più o meno demolitive, che vengono eseguite a seconda della gravità della malattia di base. Utile a definirla è la stadiazione, basata sulla classificazione TNM, che contribuisce anche determinare in percentuale le probabilità di sopravvivenza delle pazienti a 5 e 10 anni di distanza dall'intervento.


54 LA SKIN SPARING MASTECTOMY È:

A) L’asportazione della ghiandola mammaria del complesso areola-capezzolo conservando in parte o interamente la cute sovrastante

B) L’asportazione della ghiandola mammaria preservando il complesso areola-capezzolo e la cute della della ghiandola

C) La biopsia della ghiandola mammaria
Questo intervento prevede l’asportazione della intera ghiandola mammaria con il complesso areola-capezzolo, rispettando completamente
od in parte la cute della mammella.
L’obiettivo della mastectomia Skin Sparing è di conservare quasi tutto il rivestimento cutaneo della mammella, evitando un’ulteriore mutilazione estetica del seno e riducendo così l’impatto psicologico negativo, senza aumentare il
rischio di recidiva locale

55 NORMALIZZARE IL TONO, INIBIRE I “QUADRI RIFLESSI PRIMITIVI”E FACILITARE LE REAZIONI AUTOMATICHE SONO GLI ELEMENTI BASE DEL TRATTAMENTO DELLE CEREBROPATIE INFANTILI SECONDO:


A) Margareth Rood

B) Berta Bobath

C) Margaret Knott

56 CHE COSA SONO LE PARALISI CEREBRALI INFANTILI?

A) Quadri clinici non progressivi con prevalente patologia motoria

B) Quadri clinici progressivi con prevalente patologia motoria

C) Quadri clinici evolutivi

La paralisi cerebrale infantile è un disturbo persistente ma non progressivo della postura e del movimento, dovuto ad alterazioni della funzione cerebrale infantile prima che il sistema nervoso centrale abbia completato il suo sviluppo

57 I COSI DETTI PUNTI CHIAVE DI CONTROLLO PER IL TRATTAMENTO FISIOCHINESITERAPICO DEL BAMBINO CEREBROLESO, SONO USATI NEL METODO:


A) Bobath

B) Perfetti

C) Vojta

58 COMUNEMENTE LE PARALISI INFANTILI SI CLASSIFICANO IN AMBITO RIABILITATIVO SECONDO I SEGUENTI CRITERI:

A) Deficit motorio, sesso, disturbi del movimento

B) Tipo di deficit motorio, caratteristiche del tono muscolare, presenza di disturbi del movimento

C) Tipo di deficit motorio, modalità della lesione neurologica, presenza di malformazioni genetiche

59 NEL COSI DETTO "CONCETTO BOBATH" IL TRATTAMENTO SI BASA:

A) Su un'intensa attività riflessa

B) Sulla mobilizzazione passiva

C) Sulla proposta di esperienze sensoriali e cinestesiche

60 IL CONCETTO "BOBATHIANO" DI INTERVENTO HA COME FINE:

A) La facilitazione dell’attività riflessa generale

B) La facilitazione degli schemi riflessi anormali e l’inibizione degli schemi motori normali

C) L'inibizione degli schemi riflessi anormali e la facilitazione di schemi motori normali

61 SECONDO BERTA BOBATH IL BAMBINO CON PARALISI CEREBRALE:

A) Non ha problemi di debolezza o paralisi dei muscoli quanto problemi di cattiva coordinazione

B) Ha problemi di paralisi e di debolezza dei muscoli

C) Ha problemi di resistenza alla fatica

62 SECONDO BERTA BOBATH UN CORRETTO APPROCCIO RIABILITATIVO:

A) Prevede che siano coinvolti esclusivamente i genitori del bambino

B) Prevede che durante il trattamento siano coinvolte tutte le figure che ruotano attorno al paziente

C) Non prevede che durante il trattamento siano coinvolte tutte le figure che ruotano attorno al paziente

63 LA PROPOSTA “BOBATH” SI BASA SU:

A) Esperienze sensoriali, infatti al paziente non viene dato nessun ordine di tipo verbale

B) Esperienze motorie, infatti al paziente vengono dati esclusivamente ordini di tipo verbale

C) Esperienze di attività riflessa normale.

64 LA RIABILITAZIONE SECONDO IL METODO BOBATH PREVEDE NEL TRATTAMENTO:

A) Una lista precisa di esercizi

B) Una indicazione generale degli obiettivi da conseguire

C) Una lista dettagliata degli schemi da eseguire

65 LA TECNICA VOJTA SI APPLICA:

A) Sempre in età evolutiva, purché non vi sia ritardo mentale grave o profondo

B) Solo quando vi sia spasticità

C) Nelle cerebropatie in età evolutiva

66 LA SINDROME DELLA SPINA BIFIDA È:

A) Idiopatica e varia in gravità da paraparesi e paraplegia

B) Causata da deficit del neurotubo e varia da asintomatica alla tetraplegia

C) Causata da un difetto di chiusura del tubo neurale e varia nella sua gravità clinica da asintomatica alla paraplegia




67 LE PARALISI CEREBRALI INFANTILI SONO:

A) Esiti di menomazioni perinatali a carico del SNC

B) Complicanze post infettive

C) Deficit del comportamento
La paralisi cerebrale infantile è un disturbo persistente ma non progressivo della postura e del movimento, dovuto ad alterazioni della funzione cerebrale infantile prima che il sistema nervoso centrale abbia completato il suo sviluppo
La paralisi cerebrale infantile rappresenta l'esito di una lesione del sistema nervoso centrale che abbia comportato una perdita più o meno estesa di tessuto cerebrale. Le manifestazioni della lesione sono caratterizzate prevalentemente, ma non esclusivamente, da un'alterazione delle funzioni motorie. L'evento lesivo può aver avuto origine in epoca prenatale, perinatale o postnatale, ma in ogni caso entro i primi tre anni di vita del bambino, periodo di tempo in cui vengono completate le principali fasi di crescita e sviluppo della funzione cerebrale nell'essere umano.

Il disturbo è definito come persistente, in quanto la lesione a carico del cervello non è suscettibile di "guarigione" in senso stretto, ma la patologia non tende al peggioramento spontaneo perché la lesione stessa, sostituita da tessuto cicatriziale, non va incontro a fenomeni degenerativi. Le manifestazioni della malattia, comunque, non sono fisse, perché i sintomi mutano nel corso del tempo, e possono beneficiare di un trattamento di tipo riabilitativo o, nei casi più gravi, anche chirurgico

68 UNA DELLE COMPLICAZIONI MAGGIORI DAL PUNTO DI VISTA DELL’AUTONOMIA PER I PAZIENTI AFFETTI DA CEREBROPATIA INFANTILE È COMUNEMENTE:


A) Il deficit di motilità oculare

B) La presenza di contratture

C) La presenza di deformazioni spinali

69 NELLO STRISCIAMENTO RIFLESSO DELLA METODICA VOJTA:

A) La posizione di partenza è laterale

B) La posizione di partenza è prona

C) La posizione di partenza è supina

70 NEL ROTOLAMENTO RIFLESSO DELLA METODICA VOJTA:

A) La posizione di partenza è laterale

B) La posizione di partenza è prona

C) La posizione di partenza è supina

71 LO STRISCIAMENTO RIFLESSO È DESCRITTO DA VOJTA COME:

A) Un complesso di locomozione congenito elicitabile per via riflessa

B) Un movimento di elevazione del bacino verso il lato facciale

C) Un complesso di progressione alternato degli arti superiori e inferiori

72 NELLO SVILUPPO MOTORIO DEL BAMBINO NORMALE, A QUANTI MESI IL BAMBINO INIZIA AD AVANZARE CARPONI?

A) 12-13

B) 5-6

C) 9-10

73 NELLO SVILUPPO MOTORIO DEL BAMBINO, I COSÌ DETTI SCHEMI PRIMITIVI SONO SCHEMI CHE:

A) Non appartengono allo sviluppo motorio normale

B) Appartengono allo sviluppo motorio normale

C) Appartengono allo sviluppo dei bambini con diplegia spastica

74 NEI BAMBINI CON DIAGNOSI DI DIPLEGIA SPASTICA, CON QUALE INTERESSAMENTO SONO COLPITI I QUATTRO ARTI?

A) Quelli inferiori sono maggiormente colpiti rispetto a quelli superiori

B) Sono colpiti in uguale gravità sia quelli superiori che quelli inferiori

C) Quelli superiori sono maggiormente colpiti rispetto a quelli inferiori

75 L’EPILESSIA PUÒ ESSERE DEFINITA:

A) Un disturbo di conduzione dello stimolo nervoso

B) Un disordine metabolico della corda neurale

C) Una sindrome elettroclinica

76 LE CRISI DI GRANDE MALE SI MANIFESTANO:

A) Con una o più fasi toniche

B) Con una o più fasi cloniche

C) Con una o più fasi tonico-cloniche

77 LA CRISI DI PICCOLO MALE SI MANIFESTA:

A) Con una crisi tonico-clonica localizzata agli arti superiori

B) Con una crisi tonico-clonica localizzata agli arti inferiori

C) Con “l’assenza” caratterizzata dalla sospensione della vigilanza

78 LA SINDROME DI WEST È

A) Una forma di epilessia infantile

B) Una forma di epilessia tipica dell’età adulta

C) Una forma di encefalopatia

79 NELLA DISTROFIA MUSCOLARE TIPO DUCHENNE QUALI MUSCOLI RISULTANO IPERTROFICI?

A) Quadricipiti

B) Gastrocnemi

C) Ischio-crurali

80 LA SINDROME DI CLAUDE BERNARD HORNER SI ASSOCIA A QUALE FORMA DI PARALISI OSTETRICA?

A) Di tipo superiore

B) Di tipo medio

C) Di tipo inferiore




81 NELLE MIOPATIE PRIMITIVE LA DEBOLEZZA MUSCOLARE È LOCALIZZATA:

A) Prossimalmente

B) Distalmente

C) Nei muscoli estensori del rachide

82 L’AUTISMO INFANTILE È CONSIDERATO:

A) Una malattia oncologica

B) Una malattia psicosomatica

C) Un disturbo pervasivo dello sviluppo

83 IL RIFLESSO DI MORO È UNO DEI RIFLESSI NEONATALI CHE SI MANIFESTA, AL VERIFICARSI DI UN RUMORE IMPROVVISO CON:

A) Una reazione di soprassalto accompagnata da improvvisa apertura delle braccia

B) Una reazione di inarcamento dalla regione cefalica a quella sacrale

C) Una reazione di inclinazione laterale del tronco

84 SECONDO PIAGET, NEL BAMBINO, L’INTELLIGENZA CHE È DEFINITA COME UNA FORMA DI ADATTAMENTO ALL’AMBIENTE SI RAGGIUNGE TRAMITE DUE FENOMENI:

A) Assimilazione e accomodamento

B) Addestramento e ripetizione

C) Insegnamento ed esercitazione

85 NEL BAMBINO SANO IL RIFLESSO PALMARE COMPARE INTORNO:

A) Al sesto mese

B) Al primo mese

C) Al terzo mese

86 LA CAPACITÀ DI PRENSIONE FINE PER MANIPOLARE OGGETTI IN DIVERSE E SEMPRE NUOVE MODALITÀ COMPARE:

A) Verso un anno di vita

B) Verso i due anni di vita

C) Verso i tre anni di vita

87 QUANDO IL BAMBINO MOSTRA INTERESSE VERSO LA PROPRIA IMMAGINE ALLO SPECCHIO?

A) A diciotto mesi

B) A nove mesi

C) A dodici mesi

88 NELLE FORME COREICHE DI PARALISI CEREBRALI INFANTILI I MOVIMENTI SONO:

A) Lunghi, lenti, costanti e regolari

B) Brevi, bruschi, rapidi, ed irregolari

C) Forti, veloci, rigidi e riflessi

89 NELLE PRINCIPALI TAPPE DELLO SVILUPPO, IL BAMBINO RAGGIUNGE LA STAZIONE SEDUTA AUTONOMA:

A) Intorno ai 6 mesi

B) Intorno agli 8 mesi

C) Intorno ai 10 mesi

90 FRA I FATTORI PERINATALI, QUALE DELLE SEGUENTI CAUSE È CONSIDERATA DAGLI STUDIOSI QUELLA CHE HA MAGGIORE INCIDENZA NEL DETERMINARE PARALISI CEREBRALE INFANTILE?

A) L’anossia

B) I traumi

C) Le malattie genetiche

91 STRISCIAMENTO E ROTOLAMENTO RIFLESSO APPARTENGONO ALLA METODICA:

A) Brunnstrom

B) Vojta

C) Bobath

92 SECONDO LA METODICA VOJTA IL ROTOLAMENTO RIFLESSO SI ATTIVA:

A) Tramite lo stimolo nella zona pettorale

B) Tramite lo stimolo nella zona calcaneare

C) Tramite lo stimolo nella zona dell’epicondilo mediale dell’omero

93 PER IL TRATTAMENTO DELLA SPASTICITÀ SEVERA È INDICATO L’USO DELLA TOSSINA BOTULINICA NEI BAMBINI DI ETÀ INFERIORE AI 10 ANNI?

A) La tossina trova indicazione esclusiva nella tetraplegia spastica dell’adulto

B) Non è indicato in quanto interferisce con lo sviluppo motorio

C) È indicato al fine di evitare lo stabilizzarsi di retrazioni e contratture irreversibili




94 L’ESAME MOTOSCOPICO DEL BAMBINO SERVE A:

A) Valutare la motricità spontanea

B) Valutare la capacità uditiva

C) Valutare la capacità visiva

95 IN AMBITO NEUROPSICHIATRICO INFANTILE, PUÒ ESSERE UTILIZZATA LA VIDEOREGISTRAZIONE PER VALUTARE LA MOTRICITÀ SPONTANEA?

A) È una pratica inopportuna e inappropriata

B) No, è vietato dalla vigente normativa per la tutela dei bambini

C) Sì, è molto utile

96 QUAL È IL TIPO PIÙ FREQUENTE DI SINERGIA PRIMITIVA RISCONTRABILE A LIVELLO DELL’ARTO SUPERIORE NEL RECUPERO DOPO ICTUS CEREBRALE?

A) In abduzione

B) In estensione

C) In flessione

97 QUALE DEI SEGUENTI TIPI DI ANDATURA È CARATTERISTICO DEL SOGGETTO AFFETTO DA PATOLOGIA (cerebellare)

A) Andatura atassica

B) Andatura falciante

C) Festinazione

98 QUALE È IL TIPO PIÙ FREQUENTE DI SINERGIA PRIMITIVA RISCONTRABILE A LIVELLO DELL’ARTO INFERIORE NEL RECUPERO DOPO ICTUS CEREBRALE?

A) Flessione dell’anca, flessione del ginocchio, flessione dorsale della caviglia

B) Estensione dell’anca, estensione del ginocchio, flessione plantare della caviglia

C) Estensione dell’anca, flessione del ginocchio, flessione dorsale della caviglia

99 UN ICTUS ISCHEMICO NEL TERRITORIO DELL’ARTERIA CEREBRALE MEDIA PUÒ PRESENTARSI CON:

A) Deficit dei nervi cranici ed agnosia visiva

B) Emiplegia + emianestesia controlaterale

C) Tetraplegia

100 IL QUADRO CLINICO DELLA EMIPLEGIA PUÒ ESSERE CARATTERIZZATO DA:

A) Andatura atassica

B) Migliorato reclutamento motorio volontario di alcuni gruppi muscolari

C) Deficit cognitivi, del linguaggio e disturbi affettivi


L'atassia (dal greco ataxiā, disordine) è un disturbo consistente nella progressiva perdita della coordinazione muscolare che quindi rende difficoltoso eseguire i movimenti volontari.
Il centro della coordinazione dei movimenti muscolari è il cervelletto che elabora gli impulsi portati ai muscoli dal midollo spinale e dai nervi periferici. L'atassia può quindi essere provocata da problemi sia a livello del midollo spinale che a livello dei nervi periferici.
Le conseguenze si manifestano con la mancanza di coordinazione fra tronco e braccia, tronco e capo, ecc. Vi sono inoltre dei disturbi associati, quali incoordinazione dei movimenti dell'occhio, incontinenza, difficoltà di deglutizione e movimenti involontari di arti, capo e tronco.

Vi sono quattro tipi di atassia:

  •    atassia cerebellare, con lesione neoplastica, infiammatoria o vascolare del cervelletto;

  •    atassia sensitiva, causata da lesioni a livello delle fibre propriocettivo di grosso diametro a livello del sistema nervoso periferico, oppure a livello del midollo spinale lungo i cordoni posteriori. Le patologie responsabili di atassia sensitiva sono molteplici e comprendono: patologie autoimmuni, infettive, metaboliche, tossiche, genetiche, neoplastiche e paraneoplastiche

  •    atassia labirintica, in cui è coinvolto l'orecchio interno;

  •    atassia cerebrale, in cui è coinvolta la corteccia della regione frontale, temporale o parietale






 
 
 
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