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Modificazioni fisiologiche da invecchiamento - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Modificazioni fisiologiche da invecchiamento

L'anziano > Anziano fragile

Anziano fragile e le modificazioni fisiologiche da invecchiamento

In questi ultimi anni la gerontologia ha introdotto il termine anziano fragile che si caratterizza per essere un soggetto che presenta una o più delle seguenti condizioni:
· Stato di invecchiamento avanzato, una età di 75 anni e oltre
· Elevato grado di comorbilità (problemi clinici)
· Necessità di polifarmacoterapia complessa (problemi iatrogeni).
· Situazione socio - ambientale critica (problemi sociali).
· Problemi assistenziali: Eventi sentinella, quali la frequenza di cadute e l'insorgenza di incontinenza.
· Elevato rischio di ospedalizzazione (problemi sanitari)

Tutte queste condizioni, che spesso coesistono, definiscono la fragilità ossia delineano il paziente geriatrico a elevato rischio di non autosufficienza.
In uno studio recente il rischio di morte "in 3 anni" si è mostrato più che doppio per gli anziani"fragili" rispetto a coetanei non fragili.
Lo scopo della geriatria nei confronti dell'anziano fragile è quello di migliorare la sua qualità di vita , il suo stato di salute e, possibilmente, la sua sopravvivenza attraverso la prevenzione dei danni iatrogeni, il miglioramento dell'approccio diagnostico a problemi potenzialmente trattabili e reversibili nonchè un coordinato programma interdisciplinare di terapia e riabilitazione, dove l'obiettivo generale è la prevenzione di tutto ciò che può comportare uno scompenso o una morte prematura e il potenziamento delle capacità funzionali residue per procrastinare il più possibile l'autonomia e una relativa autosufficienza.

Modificazioni fisiologiche da invecchiamento

Le modificazioni fisiologiche in un paziente anziano le possiamo dividere così:

Apparato cardiovascolare
· Riduzione dei vasi capillari;
· Irrigidimento delle pareti arteriose che ne provoca un aumento delle resistenze periferiche con incremento della pressione arteriosa.
· Riduzione della portata cardiaca perché si ha una diminuzione del battito cardiaco e un minor volume sistolico. La minor gittata cardiaca può essere compensata da un aumento della frequenza con conseguente incremento della pressione arteriosa;
· Presenza di tachicardia a causa di una minore utilizzazione di ossigeno.
· Disturbi del ritmo per un aumento dell'eccitabilità del muscolo cardiaco.

Apparato vascolare.
· Diminuita elasticità.
· Calcificazione dei vasi,
· Ipotensione ortostatica per alterazione dei meccanismi di controllo vasopressorio.

Apparato respiratorio.
· Maggiore rigidità del mantice toraco - polmonare;
· Aumento della cifosi dorsale e progressiva rigidità delle articolazioni fra vertebre e coste e fra coste e sterno.
· Ipotrofia dei muscoli respiratori.
· Ipotrofia della mucosa bronchiale con riduzione della capacità di difesa locale.
· Diminuzione del tasso di ossigeno ematico.
· Diminuzione dell'espettorato dovuto alla riduzione del riflesso ciliare e all'abbassamento delle difese immunitarie.

Apparato urogenitale.
· Ipetrofia prostatica
· Atrofia della vulva e perdita dei peli, assottigliamento delle labbra.
· Perdita di elasticità della vagina con ambiente alcalino, diversa flora batterica e riduzione delle secrezioni.
· Riduzione del numero dei nefroni e perdita della funzionalità renale.
· Riduzione del flusso e filtrato glomerulare, con conseguente aumento dei tempi di eliminazione delle sostanze tossiche e dei farmaci.
· Riduzione del potere di concentrazione e diluizione per diminuzione della funzionalità tubulare.
· Diminuzione dello stimolo neuromuscolare dei muscoli della vescica, quindi lo svuotamento è più difficoltoso, causando così ritenzione urinaria con possibilità di infezioni associate.
· Utero più piccolo e atrofico.
· Atrofia delle tube di falloppio e dell'ovaio.

Apparato digerente.
· Disidratazione più o meno marcata dovuta alla ridotta sensibilità al senso della sete.
· Diminuzione della massa epatica
· Riduzione completa o parziale del numero dei denti.
· Sensazioni gustative alterate per atrofia delle papille gustative.
· Riduzione della motilità dell'esofago, dello stomaco e dell'intestino;
· Riduzione delle secrezioni gastriche,
· Riduzione dell'assorbimento intestinale.
· Diminuzione o assenza del riflesso dell'orifizio anale  (incontinenza)
· Ridotta funzionalità del pancreas endocrino con variazioni del valore di glicemia

Apparato emopoietico.
· Riduzione del numero dei globuli rossi , che però vivono più a lungo.
· Riduzione della quantità di midollo osseo che produce gli elementi figurati del sangue.
· Riduzione del ferro nel sangue con tendenza alla iposideremia.
· Numero costante di piastrine e di globuli bianchi.

Apparato nervoso.
· Perdita progressiva delle cellule cerebrali.
· Diminuzione o rallentamento della circolazione cerebrale per affezioni cardiovascolari. Allungamento dei tempi di reazione.
· Diminuzione dell'attenzione e della memoria.
· Diminuzione della velocità di (conduzione)

Apparato endocrino
· Riduzione dell'attività della tiroide e dell'ormone TSH ipofisario.
· Riduzione dell'attività del pancreas con alterata tolleranza ai carboidrati .
· Interruzione della produzione ovarica degli estrogeni.
· Diminuzione del metabolismo basale con conseguente alterazione della temperatura corporea


Sistema immunitario.
· Diminuzione della funzionalità epatica e renale con ritardo nei processi di eliminazione dei farmaci.
· Aumento della risposta allergica ai farmaci.
· Riduzione del sistema linfocitario con aumento dei processi infettivi e maggior incidenza di neoplasie.

Organi di senso.
· Gusto: Scomparsa dei due terzi delle papille gustative.
· Vista: Alterata percezione della propria posizione nello spazio , dovuta a un cristallino più spesso e a una pupilla più stretta.
· Udito: Presbiacusia con difficoltà maggiore dei suoni alti ( presenza di cerume).
· Tatto: Riduzione della sensazione, pressione, temperatura, dolore per perdita di elasticità della pelle e alterazioni nervose.

Apparato muscolo scheletrico.
· Perdita di peso massa magra, dovuto a una scarsa alimentazione.
· Tendenza all'osteoporosi, soprattutto nella donna.
· Diminuzione o atrofia delle fibre muscolari.
· Diminuzione del trofismo e della massa muscolare, con conseguente riduzione della forza.
· Diminuzione della massa ossea e dei minerali, con conseguente fragilità ossea.
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Apparato tegumentario.
· Riduzione dei melanociti con conseguente diminuzione della pigmentazione cutanea.
· Diminuzione delle ghiandole sebacee e sudoripare.
· Diminuzione della capacità termoregolatrice (predisposizione a colpi di calore)
· Assottigliamento del tessuto epiteliale e del grasso cutaneo .
· Vasi sanguigni più prominenti e visibili.

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