Crea sito

Da 391 a 400 - L'abc dell'operatore socio sanitario

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Da 391 a 400

I quiz dei concorsi delle ASL 3° parte > Regione Sardegna > Infermiere ASL8 > Da 301 a 400

391 PER PRATICARE CORRETTAMENTE UN TAMPONE FARINGEO:

A) Il paziente deve essere istruito a praticare una corretta igiene orale

B) Non è opportuno effettuarlo al mattino

C) Il paziente deve essere digiuno senza aver praticato igiene orale


392 LA LEGGE REGIONALE N. 10/2006 E SMI STABILISCE CHE NELLE AZIENDE SANITARIE DELLA SARDEGNA SONO ISTITUITI:

A) Punti di accesso unitario dei servizi sanitari (PASS) in ogni presidio ospedaliero e in ogni distretto

B) Uffici di accoglienza e coordinamento (UAC) in ogni presidio ospedaliero e in ogni distretto

C) Unità di valutazione delle emergenze (UVE) in ogni presidio ospedaliero dotato di pronto soccorso

393 IN STATISTICA GLI ELEMENTI DI UN SISTEMA EMPIRICO CHE VENGONO DIVISI SECONDO CLASSI CHE SI ESCLUDONO A VICENDA SONO TIPICI DI UNA SCALA:

A) A intervalli

B) Nominale

C) Ordinale

394 QUALE DELLE SEGUENTI ATTIVITÀ È SCONSIGLIATA NELLA RIABILITAZIONE CARDIOLOGICA?

A) Nuoto

B) Corsa leggera

C) Pesistica
Quale attività fisica dopo l'Infarto miocardico?

La più indicata è l'attività aerobica che utilizza sforzi di tipo dinamico isotonico o movimento, mentre vanno evitati o limitati gli sforzi di tipo isometrico con prevalente impiego di forza (sollevamento pesi) che aumentano la resistenza nelle piccole arterie aumentando notevolmente il lavoro del cuore

Attività aerobica o prevalentemente aerobica:

   Cammino
   Cammino veloce ("brisk walking")
   Escursionismo e Trekking (facile-medio)
   Corsa lenta
   Bicicletta o cyclette
   Ginnastica respiratoria e a corpo libero
   Nuoto
   Ballo

Nel post infarto prima di permettere e/o prescrivere attività fisica è necessaria una valutazione completa del paziente con una visita e un'analisi accurata della storia clinica e dei fattori di rischio (fumo, ipertensione, dislipidemia, ecc.). Visita cardiologica con esami strumentali (elettrocardiogramma, ecocardiogramma, test da sforzo, ecc.).
Occorre realizzare una STRATIFICAZIONE PROGNOSTICA.
Per indicare un livello sicuro di attività fisica consigliato risulta fondamentale l'esecuzione di un test da sforzo che permette di regolare e programmare lo sforzo in rapporto a frequenza cardiaca - pressione arteriosa - sintomi.
La frequenza massimale ossia la frequenza raggiunta al massimo dello sforzo serve da guida: si calcola un livello di frequenza allenante pari al 60-80% della frequenza cardiaca massima da sforzo e si comincia l'attività con un basso livello e si aumenta ogni 4-6 settimane fino a raggiungere il massimo livello pari al 80%.
L'insorgenza di eventuali sintomi (dolore al petto - fatica di respiro importante) durante attività fisica può determinare la sua sospensione o la riduzione a livelli di frequenza e carico minori.
Tale attività fisica deve essere svolta per 30-60 minuti per almeno 3-4 volte alla settimana secondo lo stato attuale di allenamento con incrementi progressivi e deve sempre essere preceduta da una fase di riscaldamento di almeno 5 minuti e seguita al termine dello sforzo da una fase di raffredamento o defaticamento della stessa durata.
Si consiglia durante attività fisica l'uso del Cardiofrequenzimetro o in alternativa il controllo della frequenza cardiaca con il polso; altrettanto importante è la valutazione dello sforzo attraverso la percezione della fatica (Scala di Borg: fatica assente, appena percettibile, leggera, elevata, molto elevata)

395 SECONDO IL D.LGS. 81/2008 IL DATORE DI LAVORO VIENE DEFINITO COME:


A) Il soggetto che eroga lo stipendio al lavoratore

B) Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione

C) Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore

396 SE SI MANIFESTANO DISTENSIONE ADDOMINALE, NAUSEA O DIARREA, IN UN SOGGETTO SOTTOPOSTO A NUTRIZIONE ENTERALE TRAMITE SONDINO NASOGASTRICO, QUALE INTERVENTO TRA I SEGUENTI

È PIÙ OPPORTUNO?

A) Sostituire il sondino applicato con uno di maggiori dimensioni

B) Verificare la velocità di somministrazione e valutare la possibilità di diminuirla

C) Verificare l’osmolarità della soluzione nutriente e valutare l’opportunità di aumentarla

397 NELL’AMBITO DELLA CHIRURGIA ONCOLOGICA LA QUADRANTECTOMIA È:

A) La scomparsa di un quadrante del campo visivo

B) L’asportazione di una porzione di parenchima della ghiandola mammaria

C) L’asportazione di un quadrato di cute in chirurgia plastica

398 LE TRASFUSIONI EFFETTUATE CON SANGUE DI UN DONATORE ESTRANEO, VENGONO CHIAMATE:

A) Trasfusioni di sangue omologo

B) Trasfusioni di sangue autologo

C) Trasfusioni di sangue xenobiotico

La trasfusione è la trasmissione di sangue da un organismo detto donatore ad un altro che lo riceve. Il donatore può essere della stessa specie del ricevente (trasfusione omologa) o di specie diversa (trasfusione eterologa). Se invece il donatore ed il ricevente sono lo stesso soggetto, cioè se il sangue viene prelevato e reinfuso nella stessa persona, si parla di autotrasfusione (trasfusione autologa). Deve essere considerata una terapia atta a sostituire il sangue perduto in toto o in alcune sue componenti in attesa che venga risolta la situazione patologica che ha portato alla perdita. Sotto certi aspetti può essere considerata come un trapianto e come tale può dare fenomeni gravi di incompatibilità conosciuti come reazioni trasfusionali o trasmettere malattie come AIDS, malattia di Chagas o epatiti (anche se con i test odierni questa eventualità è molto bassa ma non trascurabile).

399 ALL’INTERNO DI UNA DISTRIBUZIONE, CHE COSA RAPPRESENTA LA “MODA”?


A) Il valore che posizionalmente si trova al centro di una distribuzione

B) Il maggior valore di una distribuzione

C) Il valore che si ripete più volte degli altri

400 IL CONSENSO INFORMATO DEVE ESSERE ESPRESSO:

A) Dallo stesso soggetto destinatario del trattamento sanitario

B) Dal soggetto destinatario delle cure anche in caso di trattamento sanitario obbligatorio

C) Dai familiari di 1° grado del soggetto destinatario delle cure nei casi di patologie oncologiche

 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu