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La deambulazione difficoltosa - L'abc dell'operatore socio sanitario

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La deambulazione difficoltosa

Procedure OSS > Bisogno di mobilizzazione

La deambulazione difficoltosa
Introduzione

In alcuni momenti della vita possono insorgere delle situazioni in cui la persona perde la capacità di deambulare normalmente. Molte possono essere le cause di questo stato, per esempio l’insorgenza di patologie che richiedano il riposo o l’immobilizzazione come condizione per ottenere la guarigione, il manifestarsi di uno stato di debolezza o di deperimento organico, condizioni di depressione psichica, danni neurologici, traumi fisici, la riduzione della funzione motoria come l’invecchiamento dell’organismo, la presenza di patologie che portano come conseguenza la perdita delle capacità motorie, la presenza di dolore fisico.
Il fine dell’assistenza è pertanto quello di aiutare la persona a vivere questi momenti con minore disagio, sostituendosi a lei quando non è in grado da sola  di ottenere il soddisfacimento del bisogno di muoversi, integrandola in quegli atti che non riesce a compiere.
Si può affermare che le diversità nel cammino dipendono strettamente dalla patologia che il soggetto presenta. L’anziano, soprattutto, potrà manifestare, durante il cammino, caratteristiche comuni in relazione ai cambiamenti fisiologici che investono l’uomo nella terza età ; e sono:
lentezza nell’esecuzione del passo;
insicurezza nell’appoggio dei piedi ( quasi sempre causato dall’utilizzo di calzature non idonee e scivolose come per esempio ciabatte);
postura flessa in avanti;
sbandamenti laterali per possibili perdite d’equilibrio.

Esistono anche altre tipologie di cammino difficoltoso; per esempio il cammino di un paziente emiplegico può presentare:
asimmetria nei tempi d’esecuzione;
arto inferiore plegico che viene trascinato;
comparsa di flessioni al gomito, al polso, alla spalla nell’arto superiore plegico;
oscillazioni del tronco sul piano frontale ( tipo pendolo).

Un altro tipo di cammino è riscontrabile nel morbo di Parkinson;
rigidità degli arti, tremore a riposo, cammino a piccoli passi;
disturbi nell’equilibrio con una base di appoggio molto ristretta, postura antiflessa, bradicinesia ( rallentamento dei movimenti e arresto improvviso dei movimenti in corso);

Nell’assistenza di un paziente con deambulazione difficoltosa deve assolutamente tener conto delle caratteristiche individuali del soggetto e della patologia che può presentare e deve necessariamente osservare alcuni requisiti:
Il paziente deve indossare calzature idonee possibilmente chiuse e con suole antiscivolo e abiti non ingombranti ma comodi, con possibilità di prese di sicurezza ( i pantaloni di una tuta da ginnastica sono l’ideale, perché si può sostenere la parte posteriore dell’elastico senza influenzare il soggetto durante il cammino).
Il percorso deve essere privo di ostacoli, non disomogeneo, non scivoloso, non esposto a sbalzi di temperatura, al fine di garantire la sicurezza
Non imporre mai al paziente la propria velocità di marcia, ma lasciare che sia il paziente stesso a scandire il tempo.
Accertarsi sempre che in prossimità vi siano punti di appoggio nel caso vi siano improvvisi malori.
Se il paziente possiede un ausilio per la deambulazione assicurarsi che lo utilizzi anche nel caso in cui sia sufficiente la sola presenza dell’operatore.
Scopo:
Conservare o favorire l’autonomia della persona
Favorire il miglioramento dello stato generale della persona.
Garantire il comfort e la sicurezza del paziente
Indicazioni:
Su indicazione dell’infermiere o del fisioterapista, in particolare vanno stimolati:
Le persone anziane, affaticate o non motivate.
I pazienti convalescenti.
I pazienti emiplegici in corso di rieducazione
Azioni da svolgere :
Seguire le indicazioni del personale sanitario.
Lavarsi le mani. E informare il paziente di cosa bisogna fare.
Verificare che le scarpe siano ben chiuse e allacciate.
Fornire al paziente una stampella o un deambulatore, o altro presidio indicato dal fisioterapista.
Farlo guardare diritto davanti a lui.
Sostenere il paziente a livello del braccio libero.
Prevedere delle pause, e far si che nelle vicinanze ci sia sempre un punto per riposarsi.
Non andare oltre le sue forze.
Riaccompagnarlo alla sua camera.
Aiutarlo a sedersi.
Comunicazioni:
Informare l’infermiere del percorso effettuato, e se è stato aiutato.
Comportamento ed atteggiamento del paziente.

Informazioni raccolte dal paziente.

 
 
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