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Assistenza a soggetti gravemente disabili 1° parte - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Assistenza a soggetti gravemente disabili 1° parte

Prove finali dei Corsi > Operatore Socio Sanitario con formazione complementare

Modulo facoltativo complementare in assistenza sanitaria (anno formativo 2008/2009)

Corso n. OSS/_______/_______/CPE/08
Materia: Assistenza a soggetti gravemente disabili - 1 ° parte    8 ore di teoria.

Docente:  dott.ssa Valeria Deplano .


Le risposte sono state elaborate da Francesco Bianco e sono quelle più marcate

Test finale
Data:                                  Cognome:                                     Nome:

1)   L'autismo è un disturbo dello sviluppo che comporta:
a)   Un disturbo psicologico su grave base ansiosa.
b)   Una grave compromissione dell'interazione sociale, della comunicazione e del comportamento che inizia entro il terzo anno di vita.
c)   Un disturbo del pensiero con allucinazioni e deliri.
d)   Un grave ritardo mentale con paure e comportamenti aggressivi in età adulta.

2)   La demenza di Alzheimer è:
a)   Una malattia psichiatrica.
b)   Fa parte del normale processo di deterioramento previsto nell'invecchiamento senile.
c)   Un quadro clinico caratterizzato da molteplici deficit cognitivi con compromissione della memoria, del linguaggio, della motricità, del riconoscimento e/o identificazione di oggetti/ soggetti noti.
d)   Una malattia progressiva dell'encefalo di natura virale.

3)   Il ritardo mentale è:
a)   Il risultato di mancati stimoli sociali.
b)   Un disturbo del pensiero e della relazione.
c)   Un funzionamento dell'intelligenza significativamente al di sotto della media, con concomitante deficit di adattamento e funzionamento sociale, con esordio precoce.
d)   E' sempre un disturbo ereditario e il livello di funzionamento rimane pertanto immodificabile.

4)   Le paralisi cerebrali infantili sono:
a)   L'esito di una infezione del cervello avvenuta in gravidanza che continua a peggiorare in quanto la lesione diventa sempre più vasta.
b)   Determina, anche se grave, una sola compromissione del movimento fino all'assenza di movimento.
c)   Un disturbo permanente della postura e del movimento dovuta ad una lesione cerebrale non progressiva.
d)   Si associa sempre a grave ritardo mentale o disturbi psichiatrici gravi.

5)   L'intervento più funzionale per un paziente affetto da demenza in fase avanzata ma ancora in parte autosufficiente è:
a)   tenerlo periodicamente a turno in casa dei familiari.
b)   Assisterlo nel proprio domicilio cercando di mantenere una certa continuità, abitudini.
c)   Meglio anticipare il ricovero in struttura affinché si abitui al nuovo ambiente.
d)   Lasciando il paziente libero di gestirsi a casa propria e di chiedere aiuto quando lo ritenesse opportuno.

6)   La schizofrenia è una malattia:
a)   provocata da gravi stress che spesso può risolversi spontaneamente.
b)   Malattia cronica, spesso progressiva, caratterizzata da deliri, allucinazioni, disturbi del pensiero, del comportamento.
c)   Come sopra, ma da esordio molto più frequente in età avanzata, rapidamente degenerativa.
d)   L'umore è sempre euforico, il linguaggio veloce, i legami affettivi intensi.

7)   Se un paziente è gravemente atassico significa che:
a)   Il suo tono muscolare è aumentato, si regge da solo, ma cammina male.
b)   Il suo tono muscolare è ridotto, per cui si stanca, ma cammina bene.
c)   Ha un grave problema di equilibrio e coordinazione.
d)   Ha rigidità solo del tronco, barcolla, ha fini tremori.

8)   Se un paziente è aprassico e presenta agnosia significa che:
a)   Il paziente ha gravi difficoltà a parlare.
b)   Il paziente ha gravi difficoltà nell'esecuzione dei movimenti.
c)   Come sopra con in più difficoltà nel riconoscimento visivo.
d)   Ha deficit di memoria e conseguenti problemi di orientamento.

9)   Riguardo alle emozioni ed alla relazione il paziente artistico è:
a)   Indifferente perché lui non prova sentimenti ed emozioni.
b)   Non riconosce quelle degli altri ritenendole sbagliate.
c)   Odia le manifestazioni d'affetto per cui spesso reagisce in maniera imprevedibile.
d)   Prova emozioni anche intense, vivendole ed elaborandole in maniera atipica.

10)   Nel paziente con ritardo mentale moderato Vi aspettereste sempre, riguardo il linguaggio:
a)   Che non sappia quasi esprimersi.
b)   Che usi spesso vocaboli tipici dei bambini.
c)   Che a seconda del disturbo del quale il ritardo mentale fa parte, può avere capacità di linguaggio.
d)   Dal momento che si esprime bene è in grado di capire e relazionarsi adeguatamente.


 
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