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Regole base per la corretta movimentazione - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Regole base per la corretta movimentazione

Procedure OSS > Bisogno di mobilizzazione

REGOLE BASE PER LA CORRETTA MOVIMENTAZIONE



Prima di illustrare tutte le procedure di mobilizzazione del paziente e di movimentazione di carichi, è bene sapere quali sono le posture meno sovraccaricanti , da tenere a mente ogni qualvolta si approcci ad una azione di movimentazione manuale.


Conservare l’equilibrio. L’equilibrio è tanto più stabile quanto più ampia è la base di appoggio.


Flettere gli arti inferiori. Nell’atto del sollevamento è bene usare la muscolatura degli arti inferiori e non quella della colonna. Pertanto non si deve mai piegare il busto in avanti ma si devono flettere le gambe .


Evitare la flessione del rachide. Come già anticipato al punto 2, lo sforzo muscolare deve essere riservato agli arti inferiori, mentre il tronco deve restare dritto.


Evitare la torsione del rachide, ma piuttosto, girarsi con tutto il corpo.



Avvicinare il peso da sollevare. La forza necessaria per equilibrare un peso aumenta con l’aumentare della distanza del peso dal corpo. Pertanto è necessario ridurre il più possibile tale distanza e quindi:


ridurre la distanza tra paziente ed operatore  , nel sollevamento ed eventuale trasporto di un oggetto, tenere lo stesso il più vicino possibile al tronco.


Appoggiare un ginocchio sul letto. Ciò è utile sia per ridurre la distanza del peso (paziente) , sia per ridurre il carico sulle colonna in tutte le operazioni che richiedono di stare chinati .


Sedersi sul letto.


Prima di iniziare un’attività, preparare e posizionare correttamente il materiale da utilizzare per quel determinato lavoro.


Ripartire il carico da movimentare. Quando si solleva un peso ad un lato del corpo si inclina il tronco dalla parte opposta per bilanciare lo sforzo (es. sollevamento e trasporto di una valigia ). In questo caso il rachide deve sopportare sia il carico complessivo, sia lo sforzo dei muscoli del tronco. E’ quindi necessario ripartire il peso sui due lati.


Quando il carico è eccessivo , lo sforzo dovrà essere o suddiviso fra più operatori, o compiuto utilizzando ausili o attrezzature meccaniche (es. sollevapazienti).


 

PROCEDURE RELATIVE ALLA CORRETTA ESECUZIONE DI AZIONI DI MOVIMENTAZIONE DEI PAZIENTI


Prima di parlare delle singole procedure è necessario identificare la disabilità del paziente, perché questo porta a muoversi con metodiche diverse.

Paziente non collaborante

Per paziente non collaborante si intende il paziente che non può aiutare il movimento né con gli arti superiori né con gli arti inferiori (es.: tetraparetico, anziano allettato, paziente in anestesia generale, in coma, paziente che oppone resistenza alla mobilizzazione


Paziente parzialmente collaborante

Per pazienti parzialmente collaboranti si intendono i pazienti che possono sfruttare una residua capacità di movimento come ad esempio:emiplegico, paraplegico,paziente in fase di recupero funzionale ecc..)

 
 
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