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Test da 151 a 200 - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Test da 151 a 200

I quiz dei concorsi delle ASL 3° parte > Regione Sardegna > Fisioterapista
 

N.B. I seguenti quiz appartengono alla banca dati dei test per fisioterapisti, molti di questi vengono proposti anche agli infermieri e operatori socio sanitari
Le risposte ai seguenti quesiti sono state elaborate da Francesco Bianco



151 LA CINESIOLOGIA È:

A) Lo studio della medicina orientale

B) Lo studio dei vari aspetti dei movimenti del corpo umano


C) Lo studio della agopuntura

152 NELL’EMIPLEGIA DELL’ADULTO, PER DIASCHISI SI INTENDE:

A) Una diminuzione del metabolismo neuronale e del flusso ematico cerebrale

B) Una rigidità muscolare del tronco

C) Un aumento del tono posturale

153 LA TENS SI PREFIGGE:

A) Un’azione antalgica, stimolando con elettrodi a placca i punti di iperalgesia e le zone di irradiazione del dolore

B) Un’azione tonico-trofica

C) Un’azione antalgica mediante iniezioni intradermiche o sottocutanee superficiali di ridotte quantità di farmaco

154 L’ETC (ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO):

A) Prevede un’intensa attività muscolare

B) Mira a stimolare un processo di apprendimento in condizioni patologiche

C) Viene utilizzato solo nel paziente dopo ictus cerebrale

155 L’ALLINEAMENTO POSTURALE DEL PAZIENTE EMIPLEGICO ADULTO NELLA FASE ACUTA DEVE PREVEDERE:

A) Il decubito laterale sul lato sano

B) Il decubito laterale sia sul lato sano sia sul lato plegico

C) Il decubito laterale sul lato plegico

156 QUALE PARTE DEL CERVELLO CONTROLLA LA TEMPERATURA DEL CORPO?

A) Ponte

B) Bulbo

C) Ipotalamo

157 UNA LESIONE DELLA RADICE DI C8 PROVOCA UNA:

A) Perdita di sensibilità sulla faccia laterale del braccio

B) Debolezza nell’abduzione delle dita

C) Debolezza nella flessione del braccio

158 LA PET THERAPY È:

A) Un trattamento riabilitativo con l’uso di pupazzi

B) Una diagnostica per immagini

C) Un trattamento riabilitativo con l’utilizzo di animali

159 UNA LESIONE DELLA CAUDA EQUINA COMPLETA NON COMPRENDE:

A) Anestesia a sella

B) Riduzione del riflesso anale

C) Piede equino supinato




160 DOPO UN TRAUMATISMO MIDOLLARE CERVICALE LA SEDE PIÙ FREQUENTE DELLE PARAOSTEOARTROPATIE È:

A) La mano (articolazioni interfalangee prossimali e distali)

B) Le spalle

C) Le anche

161 I MOVIMENTI TENTACOLARI (DELLE DITA DELLA MANO) SONO TIPICI:

A) Della sindrome cerebellare

B) Della sindrome atetosica

C) Della sindrome piramidale

162 DA COSA È FORMATA L’UNITÀ MOTORIA?

A) Dal primo e dal secondo motoneurone, dai loro filamenti terminali e dalle fibre muscolari da essi innervate

B) E’ l’insieme delle fibre che costituiscono il muscolo

C) Dal secondo motoneurone, dai suoi filamenti terminali e dalle fibre muscolari da esso innervate

163 LA GUAINA MIELINICA DERIVA DA:

A) Epinevrio

B) Perinevrio

C) Espansioni delle cellule di Schwann

164 NELLE LESIONI CEREBELLARI MEDIANE SI OSSERVA TIPICAMENTE:

A) Atassia del tronco

B) Diminuzione del tono muscolare dei 4 arti

C) Tremore delle mani

165 LA MOLLA DI CODIVILLA È:

A) Un tutore dinamico

B) Un mezzo di sintesi

C) Un tutore statico

166 IN UNA CONTRAZIONE ISOMETRICA IL MUSCOLO:

A) Sviluppa tensione ma non produce movimento esterno

B) Si accorcia normalmente

C) Non sviluppa tensione

167 UN MUSCOLO DENERVATO È STIMOLABILE DA UNA CORRENTE:

A) Rettangolare breve

B) Triangolare- esponenziale

C) Faradica

168 LE ADL SONO:

A) L’attenzione della legge ai problemi dei disabili

B) Le attività della vita quotidiana

C) Gli anticorpi antidistrofia

169 IL POTENZIALE D’AZIONE:

A) È costituito da una variazione rapida del potenziale di membrana, con ritorno veloce al valore precedente

B) Indica le performance ancora possibili dopo una lesione

C) Non obbedisce alla legge del “tutto o nulla”

170 NON SONO ELEMENTI COSTITUTIVI DEI RIFLESSI:

A) Centro bulbo pontino

B) Centro nervoso e via efferente

C) Recettore e via afferente

171 LA POSTURA È:

A) La posizione che assume il corpo a riposo o in movimento in opposizione alla forza di gravità

B) Corretta quando vi è un aumento di tensione sulle strutture portanti

C) Scorretta quando l’equilibrio del corpo sulla sua base di appoggio è efficiente

La postura
è la posizione del corpo umano nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei. La postura può essere: in stazione
eretta (monopodalica o bipodalica), da seduto, in decubito (prono, supino, laterale).
La corretta postura può definirsi sinteticamente come la "deformazione coerente della gravità", in altre parole la corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in deambulazione che in stazionamento;

172 L’IDROCHINESITERAPIA IN UN PAZIENTE CON LA SCLEROSI MULTIPLA DEVE ESSERE USATA:


A) Durante le poussés acute della malattia con una temperatura dell’acqua inferiore ai 25 gradi

B) Al di fuori delle poussés acute della malattia con una temperatura dell’acqua di 29 gradi

C) Durante le poussés acute della malattia con una temperatura dell’acqua superiore ai 25gradi

L'idrokinesiterapia consiste nell'immersione del corpo in una piscina. Il peso del corpo viene alleggerito fino al 90%(se l'immersione è fino all'altezza delle spalle) al fine di affrontare i vari esercizi di riabilitazione con uno sforzo sensibilmente ridotto. Grazie a questa metodologia di lavoro si registrano ottimi risultati terapeutici in breve tempo. La specifica composizione chimica e la temperatura dell'acqua termale favoriscono una ripresa dolce e graduale dell'esercizio fisico.Attualmente in Italia esistono piscine per idrokinesiterapia con temperature che variano dai 24° ai 34-36°,con altezze variabili da 60 cm a 2,50 m, in centri specializzati. L'idrokinesiterapia rappresenta, quindi, una terapia naturale ed efficace non solo per il recupero ed il mantenimento dell'apparato locomotore, ma anche per la riduzione dei tempi di recupero.
Patologie curate
L'idrokinesiterapia è il trattamento ideale per la cura di diverse patologie:

  •    deficit muscolari,

  •    per riacquistare il movimento articolare post-intervento,

  •    per la cura di artrosi,

  •    per gli anziani,

  •    per pazienti con patologie neurologiche, che possono trovare difficile e doloroso muoversi a terra


173 IL CONTROLLO NEUROLOGICO DELLA VESCICA:

A) È un arco riflesso

B) È determinato unicamente dal controllo del sistema nervoso ortosimpatico

C) È ottenuto dalla coordinazione di quattro centri nervosi



174 LA PARESTESIA È:

A) Una sensazione abnorme senza stimolo sensitivo

B) Un incremento di una o più modalità sensoriali

C) Una diminuzione di una o più modalità sensoriali
La parestesia è un'alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo. In particolare, il termine descrive una condizione caratterizzata
da fenomeni sensitivi a livello locale, la più frequentemente descritta come formicolio.

Tali problemi, in molti casi dovuti a lesioni a carico del sistema nervoso centrale o periferico, possono avere anche cause circolatorie (occlusione di vasi sanguigni nell'arto interessato).

175 NEL PAZIENTE EMIPLEGICO ALLETTATO, IN FASE ACUTA, IL CAPO SI PRESENTA:

A) In linea mediana

B) Inclinato dal lato plegico e ruotato verso il lato sano

C) Inclinato dal lato sano e ruotato verso il lato plegico

176 LA SCLEROSI MULTIPLA E’ CARATTERIZZATA DA:

A) Tremore cinetico

B) Paresi del facciale

C)
Placche di demielinizzazione presenti in tutto il Sistema Nervoso Centrale

177 L’ARCO RIFLESSO E’ FORMATO DA:

A) Recettore e fibra afferente

B) Fibra afferente- centro riflesso- effettore

C) Recettore- fibra afferente- centro riflesso- fibra efferente- effettore

178 I GANGLI DELLA BASE:

A) Sono strutture appartenenti al sistema extrapiramidale

B) Sono strutture appartenenti al sistema piramidale

C) Fanno parte del cervelletto

179 L’ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA EXTRAPIRAMIDALE:

A) Permette di mantenere l’equilibrio

B) Si esprime essenzialmente nella capacità di iniziare il movimento e di orientarlo

C) Permette l’organizzazione del linguaggio

180 LA NEVRALGIA DEL TRIGEMINO E’:

A) La forma nevralgica di gran lunga più frequente

B) La forma nevralgica che colpisce tre nervi

C) Una forma molto rara

181 LA DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE SI MANIFESTA:

A) Nelle donne oltre i 40 anni

B) Indifferentemente in maschi e femmine durante l’adolescenza

C) Nei bambini maschi di età compresa tra i 2 ed i 4 anni

182 NEL MORBO DI PARKINSON SI HA:

A) Carenza assoluta o relativa di dopamina a livello dei gangli della base

B) Eccesso di dopamina

C) Carenza di acetilcolina

183 L’ABOLIZIONE O DIMINUZIONE DELLA MOTILITÀ VOLONTARIA CHE INTERESSA UNA METÀ DEL CORPO, E’ DETTA:

A) Tetraplegia o tetraparesi

B) Monoplegia o monoparesi

C) Emiplegia o emiparesi
Si definisce monoplegia o monoparesi una condizione caratterizzata da disturbo di forza o paralisi di tutti i muscoli di un solo arto. Solitamente è dovuta a lesioni corticali cerebrali es da cause vascolari (ictus ischemico o emorragico), ma anche in corso di malattie infiammatorie demielinizzanti, o neoplasia cerebrale. Il quadro clinico rispecchia generalmente quello precedentemente descritto per le lesioni da primo motoneurone.

Si parla invece di emiplegia o emiparesi quando il disturbo interessa l'arto superiore, l'arto inferiore e talora la faccia di un lato del corpo.
È solitamente riferibile ad una lesione del sistema motorio piramidale in un tratto sovramidollare e la lesione è controlaterale al disturbo.
Le cause più frequenti sono vascolari ischemiche e emorragiche e traumi, in minor frequenza tumori cerebarli, ascessi cerebrali, malattie demielinizzanti.

La paraplegia o paraparesi è caratterizzata da ipostenia o paralisi di entrambi gli arti inferiori ed è solitamente dovuta a lesioni midollari acute (trauma, emorragia, infarto) o subacute-croniche (mielite infettiva, lesione compressiva, patologia demielinizzante), patologie delle radici nervose (Guillain-Barré) o più raramente dei nervi periferici. Se la lesione è midollare si riscontra solitamente un quadro clinico da secondo motoneurone che può interessare anche la vescica è l'intestino se la lesione è completa (midollare bilaterale). Nel caso di patologia delle radici nervose il disturbo motorio e sensitivo è generalmente maggiore a carico della muscolatura distale e le funzioni sfinteriche sono risparmiate.

Si parla di tetraplegia  quando il disturbo di forza interessa tutti e 4 gli arti. Può essere conseguente a lesioni del tratto midollare cervicale, tronco encefalica o cerebrale, raramente a patologie dei nervi periferici o della giunzione neuromuscolare.

184 IL PROGRAMMA RIABILITATIVO DEL PAZIENTE PARKINSONIANO PREVEDE TUTTI I SEGUENTI INTERVENTI TRANNE UNO:

A) Rieducazione respiratoria

B) Metodica Mckenzie

C) Logopedia

185 ALLA FINE DEL PERIODO DI DIASCHISI, LA PARALISI DA LESIONE DEL NEURONE MOTORE CENTRALE (PARALISI CENTRALE):

A) Causa flaccidità

B) Non modifica il tono muscolare

C) Causa spasticità

186 L’ALTERAZIONE DELL’USO DEI SIMBOLI VERBALI, IN ASSENZA DI GRAVI TURBE DELL’INTELLIGENZA O DISFUNZIONI DEGLI APPARATI SENSORIALI O MOTORI, È DETTA:

A) Atassia

B) Dislessia

C) Afasia




187 LA MALATTIA DEGENERATIVA CHE ASSOCIA RIGIDITÀ, TREMORE E ACINESIA (O BRADICINESIA), CARATTERIZZATA DA GRAVI ALTERAZIONI DELLA SOSTANZA NERA È NOTA COME:

A) Corea Major

B) Morbo di Parkinson

C) Sclerosi Laterale Amiotrofica

188 IL TREMORE PARKINSONIANO E’:

A) A riposo

B) D’attitudine

C) Cinetico

189 LA RIGIDITÀ EXTRAPIRAMIDALE:

A) Interessa solo i muscoli antagonisti

B) Interessa solo i muscoli agonisti

C) Interessa sia i muscoli agonisti sia i muscoli antagonisti

190 LA PARALISI PERIFERICA DEL FACCIALE CAUSA:

A) Iperacusia, afasia, atassia

B) Tremore cinetico, atassia, iperacusia

C) Paralisi dei muscoli innervati dal facciale, turbe della secrezione lacrimale, iperacusia

191 NELLA ICF (INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH), UNA PERDITA O ANOMALIA DELLE FUNZIONI CORTICALI SUPERIORI È CONSIDERATA:

A) Una menomazione

B) Un fattore personale

C) Un handicap

192 COME SI DEFINISCE LA DISABILITÀ SECONDO L’ICF?

A) Qualsiasi limitazione o carenza (risultante da una menomazione) di abilità di svolgere un’attività

B) Situazione di difficoltà di una persona

C) Qualsiasi perdita o anomalia di strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche e anatomiche

193 LE ALTERAZIONI MOTORIE CHE CARATTERIZZANO LA MALATTIA DI PARKINSON SONO:

A) Acinesia, astenia, tremore

B) Acinesia, rigidità, tremore

C) Acinesia, astenia, parestesia

194 LA SCALA DI GLASGOW SERVE PER MISURARE:

A) Lo stato di coscienza

B) Lo stato di salute di un neonato alla nascita

C) L’indice di massa corporea

195 L’ATASSIA RAPPRESENTA UN SEGNO CLINICO CHE INDICA:

A) Uno stato depressivo del paziente

B) L’incapacità di comunicare verbalmente

C) Un disturbo della coordinazione motoria

196 IL NISTAGMO È UN SEGNO CLINICO RIFERITO:

A) All’apparato locomotore

B) Al sistema visivo

C) Alle funzioni psichiche

197 IL PAZIENTE CON AFASIA DI WERNICKE:

A) È capace di ascoltare e comprendere ma non è in grado di parlare

B) Parla in modo fluente, ma il suo discorso è privo di contenuti e di senso

C) Non è capace nè di ascoltare nè di parlare

198 LA MALATTIA DI PARKINSON NON PRESENTA:

A) Disturbi della sfera motoria

B) Disturbi della sfera emozionale

C) Disturbi della sfera visiva

199 NELLA MALATTIA DI PARKINSON LA MEMORIA MAGGIORMENTE COMPROMESSA È:

A) La memoria procedurale

B) La memoria di lavoro

C) La memoria semantica


Archivio quesiti per FISIOTERAPISTI Pag. 16

200 NELLA MALATTIA DI PARKINSON LA TECNICA DELLA STIMOLAZIONE CEREBRALE PROFONDA SI BASA SU:

A) Determinare una lesione definitiva di questi

B) Inibizione dei nuclei cerebrali profondi

C) Stimolazione dei nuclei cerebrali profondi


 
 
 
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