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Eserciziario per OSS 10 - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Eserciziario per OSS 10

DOMANDE & RISPOSTE > Occasionali e rare > 1° Parte
 

Prova orale ASL 8 Cagliari
La commissione esaminatrice rivolge al candidato questa domanda :

Il ruolo dell'operatore socio sanitario nel posizionamento del paziente a rischio di lesioni da decubito.

Piano di mobilizzazione

Il soggetto a rischio di LdD (Lesioni da decubito)  deve poter ruotare a distanza di breve tempo (comunque non superiore alle 2 ore) in diverse posizioni per impedire una prolungata pressione su una specifica parte del corpo che potrebbe portare ad ulcerazione.

Le diverse posizioni in cui si può mobilizzare il paziente sono le seguenti:

Postura supina
:
posizione di mantenimento del riposo che trova indicazioni in diverse condizioni cliniche. È una postura obbligata per i pazienti con traumi alla colonna vertebrale e al bacino e per le altre condizioni nelle quali vi sia una stretta indicazione medica. Se si proviene da una postura ortopnoica sarà necessario ispezionare i talloni, le tuberosità ischiatiche, le scapole e l’occipite. Se invece si proviene dalla postura prona il controllo riguarderà l’orecchio, lo zigomo dell’emifaccia su cui ha stazionato il paziente, le spalle, il gomito, le
creste iliache e le ginocchia. Saranno poi da ispezionare: talloni, tuberosità ischiatiche, scapole e occipite se si proviene da una posizione seduta;
orecchio, zigomo, gomito, anca, parte esterna del ginocchio e malleolo dell’emisoma su cui il paziente è stato posizionato, se in postura laterale. Durante il decubito
supino, se non
controindicato, è preferibile utilizzare una posizione
semi-Fowler a 30°.

Postura sul fianco sinistro o destro
:
postura di solito utilizzata per garantire un periodo di riposo alle zone cutanee sottoposte a pressione mantenendo il decubito supino. È indicata anche in caso di dolori addominali perché la flessione delle gambe contribuisce a decomprimere questa zona.
Durante il decubito
laterale (sul fianco) è consigliata una posizione a 30°, così da evitare pressioni dirette sul trocantere Se si proviene dalla posizione supina saranno da ispezionare: talloni, sacro, gomiti, scapole e occipite. Sarà invece la volta del malleolo, dei condili mediali e laterali, del grande trocantere, delle costole, dell’acromion e dell’orecchio se la precedente postura era quella sul fianco controlaterale.

Postura prona
:
posizione importante nella prevenzione delle contratture delle anche e
dell’equinismo del piede. È invece controindicata nei pazienti affetti da malattie respiratorie,
cardiache, tracheotomia, chirurgia addominale recente, gravi contratture dell’anca, traumi cervicali.

Postura semiprona
: Questa posizione è indicata nella prevenzione delle contratture delle anche e
dell’equinismo del piede ma non si può utilizzare in pazienti affetti da malattie respiratorie,
cardiache, tracheotomia, chirurgia addominale recente, gravi contratture dell’anca, traumi cervicali.

Postura di Fowler o decubito ortopnoico
: postura del paziente che si crea quando la testata del letto è sollevata di 45-50° e le ginocchia sono sollevate. Rispetto al problema della pressione esercitata dal peso corporeo, va considerato che questa posizione provoca una maggiore compressione in zona sacrale e ischiatica. Questo perchè la massa corporea sovrastante questi punti si distribuisce su una ristretta porzione anatomica.

Postura semiseduta:
postura che richiede un’elevazione della testata del letto di 45-50° e con le ginocchia devono essere leggermente sollevate. Questa posizione pone un problema importante cioè la maggiore pressione che si va a creare a livello sacrale e ischiatico, quindi questa posizione si può utilizzare solo se è inevitabilmente necessario e non oltre un tempo di 30-60 minuti

Posizione seduta
:
il rischio di sviluppare ulcere da pressione è più elevato in posizione seduta piuttosto che in posizione supina. Devono essere usate sedie o carrozzine delle misure appropriate all’utente. Evitare di mantenere la persona assistita nella posizione seduta (su sedia o poltrona, carrozzina, eccetera) senza interruzioni. Il soggetto dovrebbe essere mobilizzato ogni ora circa o eventualmente trasferito a letto. Ai soggetti che ne sono capaci si deve insegnare a ridistribuire il peso ogni 15 minuti (tramite inclinazioni del tronco in avanti, laterali o comunque facendo variare l’appoggio sulle cosce). È importante mantenere l’allineamento posturale (correggendo le deviazioni laterali del rachide o del bacino), mediante l’utilizzo di ausili. La lunghezza (profondità) della «seduta» deve permettere un buon alloggiamento della coscia (meglio se lunga quanto la parte posteriore della coscia lasciando 3-4 cm liberi prima del cavo popliteo); questo migliora la stabilità e distribuisce il peso su una maggiore superficie. È consigliabile posizionare la persona in poltrona con alcuni gradi di inclinazione posteriore della seduta (basculato indietro, l’angolo della coxofemorale deve essere compreso tra 90° e 120°), le gambe posizionate in scarico su un supporto e i talloni liberi da appoggio.

 
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