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Modificazioni della respirazione - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Modificazioni della respirazione

Procedure OSS > Bisogno di respirare normalmente

La respirazione

La funzione respiratoria consiste nell’assunzione di ossigeno e nell’eliminazione di anidride carbonica e acqua.  L’ossigeno è indispensabile ai processi di combustione che avvengono dentro le cellule; l’energia chimica viene trasformata in energia termica e meccanica e viene eliminata anidride carbonica come scoria di metabolismo dei lipidi e dei carboidrati. L’apparato respiratorio, che assicura lo svolgimento del fenomeno, si apre all’esterno con la bocca e le narici; si articola all’interno con la faringe, la laringe e la trachea; si ramifica nei due bronchi e si suddivide in numerose ramificazioni, culminando nei lobuli polmonari e negli alveoli.
Il rinnovo della riserva di ossigeno è garantito dalla respirazione, o ventilazione polmonare, che si caratterizza per due fasi: inspirazione ed espirazione. Durante l’inspirazione la gabbia toracica si allarga, le coste si alzano e il diaframma si abbassa. I polmoni si espandono, aumentando il loro volume e si riempiono di aria. Durante l’espirazione, invece la gabbia toracica si restringe, le coste si abbassano e il diaframma si alza. I polmoni riducono il loro volume e l’aria scambiata viene espulsa all’esterno . Il respiro è controllato e regolato dal centro nervoso del respiro.
La frequenza esprime il numero degli atti respiratori effettuati in un minuto. I valori considerati normali sono diversificati nelle differenti fasce di età:
Infatti durante la respirazione tranquilla l’adulto respira 6-7 litri di aria al minuto; la frequenza del respiro è di 14-16 atti respiratori al minuto e la quantità di aria inspirata o espirata in ogni atto respiratorio è di circa 500 ml. I bambini hanno una frequenza respiratoria maggiore con 20-30 atti respiratori al minuto, nel neonato 30 – 60 atti
Il respiro può andare incontro a modificazioni importanti sia in relazione a fattori fisiologici che patologici.
L’età: durante la crescita, aumenta gradualmente la capacità polmonare e conseguentemente diminuisce la frequenza respiratoria.
Il sesso: solitamente gli uomini hanno una capacità polmonare maggiore della donna e ,conseguentemente una  frequenza respiratoria inferiore .
Durante uno sforzo fisico, la frequenza aumenta notevolmente, questo perché i muscoli hanno bisogno di una maggior quantità di ossigeno.
Durante il sonno: sia la profondità che la frequenza diminuiscono anche se, talora, l’attività onirica può incrementare l’attività ventilatoria e modificarne il ritmo.
L’altitudine: a elevate altitudini, la quantità di ossigeno presente nell’aria diminuisce e, conseguentemente, frequenza e profondità del respiro aumentano per garantire uno scambio di ossigeno adeguato alle esigenze dell’organismo;
Lo stress: emozioni intense e stress possono determinare un aumento della frequenza respiratoria;
I farmaci: Vi sono alcuni tipi di farmaci che possono determinare un aumento della frequenza respiratoria, altri invece che possono avere un effetto contrario allo stesso.
I fattori emotivi quali paura, ansia, pianto portano, nell’immediato, a un aumento dell’attività ventilatoria.
La volontà influenza essa stessa le caratteristiche del respiro, ad esempio si può decidere di non respirare per alcuni secondi o anche qualche minuto.
Molti fattori patologici, quali ad esempio malattie respiratorie e cardiocircolatorie, oppure interventi chirurgici sull’addome o sul torace, determinano modificazioni più o meno rilevanti da un punto di vista funzionale.

Modificazioni nei caratteri del respiro

Eupnea: respiro normale , fisiologico
La dispnea è un sintomo, non un segno, ed è una delle molteplici sensazioni che possono essere descritte da un paziente. Una persona sana nota l'incremento della ventilazione richiesto durante un esercizio fisico, ma non lo interpreta come particolarmente spiacevole, a meno che non raggiunga livelli estremi. La consapevolezza spiacevole o preoccupante che un esercizio fisico di lieve entità porta a un incremento della ventilazione sproporzionatamente intenso rappresenta un tipo comune di dispnea, abitualmente descritto come affanno o fiato corto da sforzo, fame d’aria, può presentare tosse e colorito rosso bluastro di cute e mucose visibili (cianosi).
Tachipnea: Frequenza respiratoria aumentata, rispetto alla norma (16-24 atti respiratori al minuto nell’adulto); si osserva negli stati febbrili, nell’insufficienza cardiache nelle polmoniti nelle sindromi dolorose della pleura e della parete toracica, nelle turbe dei centri respiratori. Si verifica anche nello sforzo fisico e nell’eccitazione psichica.
Bradipnea: Frequenza respiratoria diminuita (minore di 12 atti respiratori al minuto nell’adulto) può essere presente ad esempio in caso di febbre, di patologie respiratorie e cardiocircolatorie.
Polipnea: Frequenza e profondità del respiro aumentate in genere, 16-22 respiri al minuto). In genere si associa ad aumento della profondità del respiro (iperpnea), come dopo sforzi intensi e prolungati.
Apnea:  Assenza di respiro; può essere dovuto a un atto volontario, come nel caso di un immersione subacquea, oppure può essere una conseguenza di un arresto respiratorio, condizione di estrema gravità che, se va per un certo numero di minuti può causare danni irreparabili o persino la morte.
Respiro gorgogliante: Nei casi particolarmente gravi il respiro può assomigliare ad una “pentola che bolle” questo è dovuto alla presenza di secrezioni all’interno dei bronchi, che creano un gorgoglio al passaggio dell’aria.
Ipoventilazione: Ventilazione polmonare diminuita,provoca una diminuzione di Ossigeno nel sangue (Ipossiemia) e un aumento di anidride carbonica. (ipercapnia).
Iperventilazione: Ventilazione polmonare aumentata (polipnea)  può manifestarsi sia in condizioni patologiche che fisiologiche.
Respiro superficiale: E’ tipico di una persona che ha subito un intervento chirurgico toracico, addominale, e poiché avverte dolore, tende a respirare meno profondamente e più frequentemente.
Respiro periodico: E’ costituita da una inspirazione rapida, dopo una fase di apnea, seguita a sua volta da una fase dì apnea,  che termina a sua volta con un espirazione rapida e via così di seguito. Spesso sono coinvolte condizioni patologiche specifiche  ( es. il coma diabetico o il trauma cranico)
Respiro sibilante: Durante la respirazione l’aria produce un sibilo, a causa del restringimento del lume bronchiale (ad esempio nell’asma).
Respiro stertoloso: In genere definito russare, questo tipo di respiro lo troviamo in molti soggetti durante il sonno. Ciò succede a causa del conseguente rilassamento del tono muscolare, gli organi delle prime vie aeree, epiglottide, faringe, e laringe, assieme alla lingua modificano la loro conformazione e la loro posizione produce quei caratteristici suoni al passaggio dell’aria.

Respiro asimetrico: Nella rilevazione del respiro contattiamo nella fase dell’inspirazione una diversa espansione polmonare dei due lati del torace, una causa può essere il collasso di un polmone (pneumotorace) in seguito ad un trauma del torace.

 
 
 
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