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Da 461 a 470 - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Da 461 a 470

I quiz dei concorsi delle ASL 3° parte > Regione Sardegna > Infermiere ASL8 > Da 401 a 500

461 GLI ORGANI COLLEGIALI DEL COLLEGIO PROFESSIONALE DEGLI INFERMIERI PROFESSIONALI (IPASVI) SONO:

A) Assemblea degli iscritti, Consiglio Direttivo, Collegio dei Revisori dei Conti

B) Consiglio Direttivo, Collegio dei Revisori dei Conti, Presidente

C) Assemblea degli iscritti, Presidente, Collegio dei Revisori dei Conti

462 PER INDIVIDUARE UNA CELLA DI UN FOGLIO ELETTRONICO SI USA IL RIFERIMENTO. COSA SI INTENDE CON QUESTO TERMINE?

A) Il nome di fantasia attribuito alla cella

B) Il dato in essa contenuto

C) Le coordinate (riga e colonna) al cui incrocio si trova la cella


Concorso Infermieri ASL 8 Pag. 40

463 COME VIENE DEFINITO L’INSIEME DI PROCESSI, CELLULARI E BIOCHIMICI, BEN REGOLATI CHE HANNO LA FUNZIONE DI MANTENERE IL SANGUE ALLO STATO LIQUIDO NEI VASI NORMALI E INDURRE LA FORMAZIONE DEL COAGULO EMOSTATICO IN PRESENZA DI DANNO VASCOLARE?

A) Emolisi

B) Emostasi


C) Emopoiesi
L'emostasi (o emostàṡi; anche emoastais ivanoide) s. f. [è l’arresto di una emorragia, che si può verificare spontaneamente col meccanismo della coagulazione. È il risultato di un insieme di processi, cellulari e biochimici, ben regolati che hanno due diverse funzioni: mantenere il sangue allo stato liquido nei vasi normali e indurre la formazione del coagulo emostatico in presenza di danno vascolare.
L'emostasi può avvenire spontaneamente, si attua in tre fasi che si susseguono in rapida sequenza: spasmo vascolare, formazione del tappo piastrinico e coagulazione. La perdita di sangue viene arrestata se, nel sito in cui ha luogo, prolifera dentro il coagulo del tessuto fibroso che tappa il lume del vaso sanguigno. In sintesi, l'emostasi si svolge come segue: 1. Le piastrine sono respinte dall'endotelio intatto, ma quando questo si rompe e le sottostanti fibre collagene risultano esposte, le piastrine diventano "appiccicose" e aderiscono alla zona danneggiata. Le piastrine ancorate rilasciano sostanze che attirano ulteriori piastrine e queste, continuando ad ammassarsi finiscono per formare sulla zona dove l'endotelio è leso il cosiddetto tappo piastrinico o trombo bianco. 2. Una volta ancorate, le piastrine, oltre a produrre sostanze che attirano altre piastrine, rilasciano serotonina che provoca spasmi (contrazioni) del vaso sanguigno danneggiato; agendo nei pressi della lesione gli spasmi riducono la perdita di sangue per cui il coagulo riesce a formarsi. Tra i fattori che provocano spasmi vascolari vanno annoverati i danni a carico delle cellule muscolari lisce e la stimolazione dei recettori locali del dolore. 3.Contemporaneamente i tessuti danneggiati rilasciano tromboplastina, una sostanza che svolge un ruolo importante nella coagulazione. 4. Il fattore piastrinico 3 (PF3) è un fosfolipide che riveste la superficie delle piastrine; interagisce con la tromboplastina, con altre proteine ematiche della coagulazione e con ioni Ca2+ per formare l'attivatore protrombinico che innesca il processo a cascata della coagulazione. 5.L'attivatore protrombinico converte la protrombina, presente nel plasma, nell'enzima trombina. 6. La trombina quindi unisce tra loro le molecole proteiche solubili di fibrinogeno trasformandole in lunghe catene molecolari di fibrina insolubile; questa forma una sorta di traliccio che, intrappolando i globuli rossi, costituisce la base del coagulo. Entro un'ora, il coagulo inizia a retrarsi, spremendo fuori dalla massa siero (plasma deprivato dalle proteine della coagulazione) e avvicinando i margini della rottura della parete vasale. Di norma il sangue coagula in 3-6 minuti e, una volta iniziato il processo a cascata della coagulazione, i fattori che l'hanno scatenato vengono di solito rapidamente inattivati per impedire che la coagulazione del sangue si diffonda per tutto l'apparato circolatorio. Alla fine l'endotelio si rigenera e il coagulo si dissolve. L'emostasi può essere indotta anche meccanicamente come accade in chirurgia ove rappresenta una parte determinante dell'atto operatorio.

464 NEI TRAUMI DEL GOMITO, QUALI DEI SEGUENTI NERVI PUÒ SUBIRE UNA LESIONE?

A) Ulnare

B) Muscolocutaneo

C) Ascellare

465 IN STATISTICA LA PROBABILITÀ CHE SI VERIFICHI UN EVENTO È UN NUMERO COMPRESO:

A) Tra 0 e 1

B) Tra 0 e 100

C) Tra 0 e infinito
La probabilità di un evento p(E) è sempre un numero compreso fra 0 e 1:
0 <= p(E) <= 1
Un evento che ha probabilità 0 è detto evento impossibile.

Un evento che ha probabilità 1 è detto evento certo.
466 COS’È UN’EPIDEMIA?

A) La presenza costante di un numero limitato di casi di una malattia in un certo territorio

B
) La comparsa di un numero elevato di casi di una malattia in un certo territorio in un breve periodo di tempo

C) Una malattia della pelle

467 QUALE TRA LE SEGUENTI AFFERMAZIONI RELATIVE ALL’ESECUZIONE DI UN TAMPONE ORO-FARINGEO È ERRATA?

A) È preferibile effettuare l’esame al mattino

B) Prima dell’esame il paziente deve effettuare una accurata igiene orale

C) Prima dell’esame è opportuno che il paziente non si alimenti

468 DURANTE LE MANOVRE DI RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE NEL NEONATO, IL POLSO SI CONTROLLA A LIVELLO DELL'ARTERIA:

A) Radiale

B) Brachiale

C) Carotidea

469 SECONDO LA NORMATIVA SULLA SICUREZZA, GLI AGENTI CANCEROGENI:

A) Aumentano l’incidenza del cancro nelle popolazioni esposte se messe a confronto con i gruppi non esposti

B) Fanno venire sicuramente il cancro

C) Si definiscono tali solo dopo un periodo di osservazione che evidenzi che i lavoratori che li usano si ammalano

470 QUANDO IL BAMBINO MOSTRA INTERESSE VERSO LA PROPRIA IMMAGINE ALLO SPECCHIO?

A) A nove mesi

B) A dodici mesi

C) A diciotto mesi

 
 
 
 
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