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Da 1 a 50 - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Da 1 a 50

I quiz dei concorsi delle ASL 3° parte > Regione Sardegna > Ostetriche

Archivio questiti per OSTETRICHE Pag. 1

1 IN QUALI DEI SEGUENTI AMBITI VIENE SUDDIVISA LA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE?

A) Penale - civile - disciplinare

B) Penale – amministrativo – tecnico

C) Amministrativo – tecnico- civile

2 CHE COSA E’ UN PIANO DI ASSISTENZA?

A) E’ un elemento dell’assistenza

B) E’ uno strumento fondamentale del processo assistenziale che contiene: la raccolta dati, l'analisi dei problemi, gli interventi da mettere in atto e la valutazione dell'assistenza per ogni paziente/cliente

C) E’ una modalità operativa finalizzata alla buona assistenza

3 QUAL'È LA STRUTTURA DEPUTATA ALL'ORGANIZZAZIONE DELL'ASSISTENZA INFERMIERISTICA DEL PAZIENTE?

A) Il Dipartimento di Prevenzione

B) Il Controllo di gestione

C) Il Servizio delle Professioni Sanitarie

4 CHE NOME POSSIAMO ATTRIBUIRE AD UNA UNITÀ ORGANIZZATIVA PER AREE OMOGENEE IL CUI FINE È LA GESTIONE DELLA COMPLESSITÀ CLINICA E ASSISTENZIALE?

A) Distretto

B) Ospedale di comunità

C) Dipartimento

5 QUAL'È L'ARTICOLAZIONE ORGANIZZATIVA UTILIZZATA DALL'AZIENDA SANITARIA LOCALE PER GARANTIRE L'ADI, L’ASSISTENZA NELLE RSA, L’ASSISTENZA SPECIALISTICA ECC. NEL TERRITORIO?

A) Il dipartimento di area critica

B) Il distretto

C) Il consiglio delle professioni sanitarie

6 QUALI SONO TUTTE LE FASI DEL PROCESSO ASSISTENZIALE?

A) La fase informativa e organizzativa

B) La fase informativa, organizzativa ed esecutiva

C) La fase informativa, organizzativa, esecutiva, valutativa

7 IN AMBITO SANITARIO IL CODICE DEONTOLOGICO È:

A) Un documento che riguarda le regole di condotta professionale esclusivamente dei medici

B) Un documento che riguarda le regole di condotta professionale di tutti gli operatori sanitari

C) Un documento che riguarda le regole di condotta professionale esclusivamente degli infermieri

8 IL DIRIGENTE MEDICO NON DIRETTORE DELLA STRUTTURA:

A) Può esercitare il potere disciplinare

B) Non può esercitare il potere disciplinare se è presente il Direttore della Struttura

C) Può esercitare il potere disciplinare solo in presenza del Capo Sala

9 NELL’AMBITO DI UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, IN CASO DI TRASFERIMENTO DEL DIPENDENTE, A QUALUNQUE TITOLO, IN UN'ALTRA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, LA SANZIONE:

A) E'applicata presso quest'ultima

B) Non si può più applicare

C) È trasformata in una ammenda

10 NELL’AMBITO DI UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, IN CASO DI DIMISSIONI DEL DIPENDENTE, SE PER L'INFRAZIONE COMMESSA È PREVISTA LA SANZIONE DEL LICENZIAMENTO IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE:

A) Non ha più corso

B) Ha egualmente corso

C) Si prescrive

11 NELL’AMBITO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COLUI CHE RENDE DICHIARAZIONI FALSE O RETICENTI:

A) È soggetto a sanzioni

B) È soggetto a sanzioni esclusivamente se si tratta di diffamazione

C) Non è soggetto a sanzioni se è in pericolo di licenziamento

12 AI SENSI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA LA TUTELA DELLA SALUTE:

A) È diritto dell'individuo e interesse della collettività

B) È diritto assoluto dell’individuo e della collettività

C) È interesse dell’individuo e diritto della collettività

13 IL DIRETTORE GENERALE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE È:

A) Componente di diritto del collegio sindacale della ASL

B) Dipendente a tempo indeterminato della ASL stessa

C) Organo della ASL


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14 IL DIRETTORE GENERALE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE È RESPONSABILE:

A) Della gestione complessiva dell’azienda

B) Per le omissioni penalmente rilevanti dei suoi più stretti collaboratori

C) Dell’esito dei ricoveri ospedalieri

15 IL DIRETTORE GENERALE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE NON PUÒ:

A) Essere dipendente a tempo indeterminato di qualsiasi ASL

B) Essere dipendente a tempo indeterminato della ASL stessa

C) Essere un libero professionista

16 LE ASL SONO DOTATE DI:

A) Personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale

B) Personalità fisica e giuridica allo stesso tempo

C) Personalità giuridica privata e autonomia imprenditoriale

17 IL DIRETTORE SANITARIO:

A) Nomina i direttori dei servizi sanitari

B) Dirige i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico-sanitari

C) Non può partecipare alle riunioni del consiglio dei sanitari

18 IL DISTRETTO:

A) Assicura i servizi di assistenza primaria

B) Eroga, a carico del servizio sanitario regionale, le prestazioni non ricomprese nei LEA

C) Non garantisce servizi di assistenza primaria ai cittadini esenti dal ticket sanitario

19 NELL'AMBITO DELLE RISORSE ASSEGNATE, IL DISTRETTO:

A) Non è dotato di autonomia economico-finanziaria

B) È dotato di autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria

C) Non è dotato di autonomia tecnico-gestionale

20 L'ORGANIZZAZIONE DEL DISTRETTO DEVE GARANTIRE:

A) L'assistenza primaria, ivi compresa la continuità assistenziale

B) L’assistenza sociale

C) L’assistenza ospedaliera

21 IL DIRETTORE DEL DISTRETTO:

A) Realizza le indicazioni della direzione aziendale

B) È autonomo nella realizzazione degli obiettivi definiti delle norme nazionali e regionali

C) Realizza le indicazioni della Giunta regionale a cui risponde direttamente

22 IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE:

A) È struttura operativa dell'azienda sanitaria locale

B) È una struttura dotata di personalità giuridica privata ed autonomia imprenditoriale

C) È una struttura dotata di personalità fisica pubblica ed autonomia imprenditoriale

23 LA LEGGE REGIONALE N. 10/2006 E SMI STABILISCE CHE IL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DELLA SARDEGNA:

A) Assicura, nell'ambito del servizio sanitario nazionale, la tutela della salute come diritto fondamentale della persona e interesse della collettività

B) Promuove tutte le iniziative di tutela della salute a garanzia dei cittadini della Sardegna

C) Garantisce la salute e la sicurezza sociale nel territorio della Sardegna

24 LA LEGGE REGIONALE N. 10/2006 E SMI STABILISCE CHE LA REGIONE SARDEGNA ASSICURA I LIVELLI ESSENZIALI E UNIFORMI DI ASSISTENZA:

A) Garantiti sull'intero territorio regionale e finanziati con risorse pubbliche

B) Garantiti sull'intero territorio nazionale e con finanziamenti pubblici e privati

C) Garantiti sull'intero territorio della ASL di competenza e finanziati con risorse pubbliche e ticket a carico dei pazienti

25 LA LEGGE REGIONALE SARDA N. 10/2006 E SMI STABILISCE CHE IL PIANO REGIONALE DEI SERVIZI SANITARI:

A) Ha durata triennale

B) Individua le risorse finanziarie annuali volte a garantire l’assistenza sanitaria su tutto il territorio regionale

C) Indica gli obiettivi annuali per le aziende sanitarie della regione

26 L’ACQUISIZIONE DELLA CAPACITÀ FECONDANTE DELLO SPERMATOZOO È DETTA:

A) Captazione

B) Capacitazione

C) Fertilizzazione


Archivio questiti per OSTETRICHE Pag. 3

27 DOPO QUANTI GIORNI DALLA FECONDAZIONE AVVIENE L’ANNIDAMENTO DELL’EMBRIONE?

A) 3-4 giorni

B) 7-8 giorni

C) 11-12

28 LA “FUNZIONE NUTRITIVA” DELLA PLACENTA CONSISTE:

A) Nella produzione di proteine, peptidi ed ormoni steroidi

B) Nell’assunzione da parte del sangue fetale di tutti i principi nutritivi e dell’O2 presenti in quello materno

C) Nella capacità di trattenere germi patogeni

29 LA “FUNZIONE PROTETTIVA” DELLA PLACENTA CONSISTE:

A) nella produzione di proteine, peptidi ed ormoni steroidi

B) nella capacità di trattenere germi patogeni

C) nell’assunzione da parte del sangue fetale di tutti i principi nutritivi e dell’O2 presenti in quello materno

30 LA “FUNZIONE ENDOCRINA” DELLA PLACENTA CONSISTE:

A) Nell’assunzione da parte del sangue fetale di tutti i principi nutritivi e dell’O2 presenti in quello materno

B) Nella capacità di trattenere germi patogeni

C) Nella produzione di proteine, peptidi ed ormoni steroidi

31 IL CORDONE OMBELICALE, HA UNA LUNGHEZZA DI CIRCA:

A) 30 cm

B) 50 cm

C) 70 cm

32 A FINE GRAVIDANZA, IL LIQUIDO AMNIOTICO SI AGGIRA INTORNO A:

A) Oltre 2000 ml

B) 500 – 1200 ml

C) 400 – 500 ml

33 IL PERIODO PREEMBRIONALE:

A) Dura 2 settimane

B) Dura 4 settimane

C) Dura 9 settimane

34 IL PERIODO EMBRIONALE VA:

A) Dalla nona alla trentottesima settimana di sviluppo

B) Dalla terza all’ottava settimana di sviluppo

C) Dalla prima alla seconda settimana di sviluppo

35 IL PERIODO FETALE VA:

A) Dalla prima alla seconda settimana di sviluppo

B) Dalla terza all’ottava settimana di sviluppo

C) Dalla nona alla trentottesima settimana di sviluppo

36 IN GRAVIDANZA, I FENOMENI SIMPATICI E LA COMPARSA DI ZONE DI IPERCROMIA CUTANEA SONO:

A) Segni di certezza

B) Segni di probabilità

C) Segni di presunzione

37 IN GRAVIDANZA, LA SOSPENSIONE DEL FLUSSO MESTRUALE E L’AUMENTO DEL VOLUME DELL’UTERO SONO:

A) Segni di presunzione

B) Segni di probabilità

C) Segni di certezza

38 IN GRAVIDANZA, LA PERCEZIONE DEI MOVIMENTI ATTIVI DEL FETO E LA RILEVAZIONE DEL BATTITO CARDIACO FETALE SONO:

A) Segni di presunzione

B) Segni di probabilità

C) Segni di certezza

39 LA PRIMA MANOVRA DI LEOPOLD HA LO SCOPO DI:

A) Determinare il rapporto tra la parte presentata ed il bacino

B) Determinare la posizione del dorso e delle piccole parti fetali

C) Delimitare l’altezza del fondo uterino

40 LA SECONDA MANOVRA DI LEOPOLD HA LO SCOPO DI:

A) Determinare il rapporto tra la parte presentata ed il bacino

B) Determinare la posizione del dorso e delle piccole parti fetali

C) Delimitare l’altezza del fondo uterino


Archivio questiti per OSTETRICHE Pag. 4

41 LA TERZA MANOVRA DI LEOPOLD HA LO SCOPO DI:

A) Identificare la grossa parte fetale che si trova al di sopra dell’ingresso pelvico

B) Determinare il rapporto tra la parte presentata ed il bacino

C) Determinare la posizione del dorso e delle piccole parti fetali

42 LA QUARTA MANOVRA DI LEOPOLD HA LO SCOPO DI:

A) Identificare la grossa parte fetale che si trova al di sopra dell’ingresso pelvico

B) Determinare il rapporto tra la parte presentata ed il bacino

C) Determinare la posizione del dorso e delle piccole parti fetali

43 LO STETOSCOPIO OSTETRICO DI PINARD, PERMETTE L’ASCOLTAZIONE DEL BATTITO CARDIACO FETALE (BCF) A PARTIRE DALLA:

A) 10 – 12 settimana di gestazione

B) 14 – 16 settimana di gestazione

C) 18 – 20 settimana di gestazione

44 IL RILEVATORE AD ULTRASUONI (EFFETTO DOPPLER), PERMETTE L’ASCOLTAZIONE DEL BATTITO CARDIACO FETALE (BCF) A PARTIRE DALLA:

A) 10 – 12 settimana di gestazione

B) 14 – 16 settimana di gestazione

C) 18 – 20 settimana di gestazione

45 IL CARDIOTOCOGRAFO VIENE UTILIZZATO PER:

A) La registrazione contemporanea della frequenza cardiaca materna e delle contrazioni uterine

B) La registrazione contemporanea della frequenza cardiaca materna e della frequenza cardiaca fetale

C) La registrazione contemporanea della frequenza cardiaca fetale e delle contrazioni uterine

46 LE MODIFICAZIONI DEL COLLO UTERINO, DELLA VAGINA, DEL PERINEO E DELLA VULVA, SONO DETTE:

A) Fenomeni materni o dinamici

B) Fenomeni materno – fetali o meccanici

C) Fenomeni fetali o plastici

47 LE MODIFICAZIONI DEI RAPPORTI TRA IL CORPO MOBILE ED IL CANALE DEL PARTO, SONO DETTE:

A) Fenomeni materni o dinamici

B) Fenomeni materno – fetali o meccanici

C) Fenomeni fetali o plastici

48 LE MODIFICAZIONI DI FORMA E DI VOLUME A CUI VA INCONTRO LA PARTE PRESENTATA NEL SUO PASSAGGIO NEL CANALE DEL PARTO, SONO DETTE:

A) Fenomeni materni o dinamici

B) Fenomeni materno – fetali o meccanici

C) Fenomeni fetali o plastici

49 L’ESPANSIONE DEL SEGMENTO UTERINO INFERIORE, IL RACCORCIAMENTO E LA SCOMPARSA DEL COLLO DELL’UTERO, LA FORMAZIONE DELLA BORSA AMNIO – CORIALE SONO:

A) Fenomeni dinamici o materni

B) Fenomeni meccanici o materno - fetali

C) Fenomeni plastici o fetali

50 RIDUZIONE, PROGRESSIONE, ROTAZIONE INTERNA SONO:

A) Fenomeni dinamici o materni

B) Fenomeni meccanici o materno – fetali

C) Fenomeni plastici o fetali

 
 
 
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