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Metodologia Gentle Care - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Metodologia Gentle Care

Procedure OSS > Area igienico sanitaria e alberghiera

La metodologia Gentle Care

Gentle Care  ( cura gentile) è un sistema di cura rivolto alle persone con demenza, elaborato dalla terapista occupazionale canadese Moyra Jones . Questa metodologia  è assai cara alla cultura gerontologica, ma è tuttora fonte di incertezze e di questioni aperte per quanto riguarda la sua applicabilità e la sua efficacia nella cura della persona con demenza. Gentle Care si caratterizza per un approccio protesico alla cura della persona con demenza, che supporta più che cimentare il malato e che ha come obiettivo principale il benessere, inteso qui come miglior livello funzionale possibile per quel singolo malato, in assenza di segni di stress.
Vengono quindi privilegiati trattamenti che riducono lo stress e attivati programmi mirati al sostegno delle funzioni ancora esistenti.
In questa metodologia il malato non subisce limitazioni di alcun tipo (non vengono usati infatti mezzi sedativi , né contenitivi).
L’intervento si orienta in tre direttrici principali:
Riduzione dello stress, ovvero eliminare o limitare il più possibile le condizioni che possano creare stress al paziente. Al fine di limitare qualsiasi stress, anche l’organizzazione dell’assistenza si basa su modalità molto flessibili: i pazienti non vengono costretti a svegliarsi in orari stabiliti, ma vengono accompagnati alle attività giornaliere molto lentamente. La colazione viene servita durante tutta la mattinata e l’igiene intima praticata in momenti diversi, secondo le abitudini e le esigenze di ogni singolo paziente. Neanche l’ora di coricarsi è prefissata ma si privilegia il rispetto dei ritmi della persona nel rapporto veglia-sonno.
Aumento del benessere, ovvero individuare gli aspetti e le situazioni che favoriscono il benessere del paziente.
Il bisogno di sicurezza e integrità biologica: controllo del dolore, posizioni confortevoli, massaggio, riposi adeguati, conservazione dell’energia, routine familiari, coinvolgimento nelle attività quotidiane.
Il senso di appartenenza: oggetti personali significativi da guardare e conservare, animali, piante, possibilità di ascoltare, di toccare, ecc…
Stima di sé:reminescenze e ricordi, controllo del denaro, possibilità di aiutare gli altri. Realizzazione di sé: insegnare, imparare, ricordare attività creative, lavoro.
Ricerca del punto di forza del paziente e individuazione delle protesi per lui più funzionali. La protesi può essere rappresentata da qualsiasi elemento (oggetto, spazio, situazione, immagine, suono, musica, attività, , ecc…) che ha un effetto positivo per il benessere della persona assistita.

Gli operatori e le persone che curano oltre ad essere adeguatamente formate e motivate, devono operare secondo un principio di condivisione sia degli obiettivi che dei piani di cura. La reale condivisione consente di realizzare concretamente il progetto di cura delineato per ogni singolo malato; permette di adattare e rivedere lo stesso piano, e qualora ve ne sia bisogno può essere cambiato in base ai bisogni del malato.
Per quanto riguarda i programmi e le attività nel modello Gentle Care si riferiscono tutti alla “normalità e alla quotidianità” costituiti in modo tale da:
essere il più simili possibile allo stile di vita del malato.
Prevedere attività corrispondenti alle reali competenze, adeguatamente rivalutate nelle diverse fasi della malattia.
Rispondere ai bisogni psicologici che ogni individuo aspira a veder soddisfatto.
La Gentle care può essere applicata in contesti diversi (casa, servizi diurni, istituti) e con soggetti differenti.




 
 
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