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Elementi di sociologia - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Elementi di sociologia

Prove finali dei Corsi > Operatore Socio Sanitario

CAPITOLO PRIMO. LE SOCIETA’ PREMODERNE.


1. Il rinvenimento di luoghi tombali, risalenti a circa 100-150 mila anni fa, fa pensare che:

a) gli esseri umani avessero acquisito qualche forma di pensiero astratto.
b) gli esseri umani avessero acquisito particolari capacità nelle attività di scavo e costruzione.
c) gli esseri umani credessero in un Dio trascendente.


2. Un’organizzazione sociale complessa:                             

a) è una caratteristica  distintiva della specie umana.
b) è una caratteristiche distintiva di molte specie animali.
c) è una caratteristica che gli umani condividono con i primati superiori.
d) è una caratteristica dei soli mammiferi.   
                 
3. La gran parte dei comportamenti sociali umani deriva:   

a) dal codice genetico.
b) dai processi di apprendimento.
c) dalla selezione naturale.
d) dalla sopravvivenza dei più adatti.

4. L’alimentazione della maggior parte delle popolazioni di cacciatori e raccoglitori é costituita:  
            

a) in prevalenza dai prodotti della raccolta, integrati in misura variabile da quelli della caccia.
b) da un insieme bilanciato dei prodotti della caccia e della raccolta.
c) dai prodotti della caccia, integrati di tanto in tanto da quelli della raccolta  

5. Nelle società di caccia e raccolta l’unità sociale di base è :
        

a) il clan.
b) il lignaggio.
c) la famiglia nucleare.
d) la famiglia estesa.
e) la tribù.

6. Il totem  è:                                                                                                

a) l’insieme delle insegne del capo tribù.
b) il simbolo religioso dell’origine comune di un gruppo umano
c) il simbolo del potere religioso dello sciamano.
d) la danza rituale degli aborigeni australiani.
e) l’insieme di tutte le precedenti caratteristiche.  


7. Nelle società di caccia e raccolta gli anziani godono in genere:   

a)  di un alto prestigio
b) di un basso prestigio.
c)  di un prestigio simile a quello degli adulti in genere.


8. Con l’espressione "rivoluzione neolitica" si indica:      

a) l’inizio delle fusione dei metalli
b) l’uso dell’aratro trainato da animali.
c)  il passaggio dalla raccolta alla coltivazione della terra


9. Nelle società degli orticoltori la coltivazione dei campi é di quasi esclusiva competenza femminile quando:   

a)  i maschi si dedicano alla guerra
b) i maschi si dedicano alla caccia.
c) i maschi si dedicano alla pastorizia.


10. Nella maggior parte delle società degli orticoltori:   
   

a) si ha una divisione della terra fra famiglie.
b) si ha una divisione della terra fra clan.
c)     la terra è proprietà comune del villaggio.  


11. La produttività agricola con l’aratro trainato da animali rispetto all’orticoltura è
:

a) raddoppiata.
b) divenuta 20 volte superiore.
c) divenuta 40 volte superiore.
d) divenuta 80 volte superiore.

12. La creazione di un surplus che consentisse a gruppi relativamente vasti di non contribuire direttamente alla produzione del cibo si è avuta:

a) con il passaggio dalla caccia alla raccolta.
b)  con l’introduzione dell’aratro
c)  con la domesticazione degli animali.


13. Nei governi teocratici i compiti  politico-amministrativi vengono svolti:  

a) dai parenti e dai servi del sovrano.
b) da una classe di aristocratici.
c) da una casta sacerdotale.  


14. Il disprezzo per il lavoro manuale delle società antiche nasce:  

a) con l’introduzione dell’agricoltura con l’aratro.
b) con l’istituzione della schiavitù nelle civiltà dell’antichità.
c) con la distinzione, nei grandi imperi dell’antichità, fra attività intellettuali legate al governo e attività produttive dirette.
d) con lo sviluppo della tecnica .


15. Nell’antichità greco-romana i coltivatori di gran lunga più numerosi erano:  

a)  i coloni.
b)  gli schiavi.
c)  i villici.
d)gli affittuari.


16. L’"instrumentum vocale" nell’organizzazione del lavoro nel latifondo romano indicava, come dice Max Weber:                                                                                   

a) la forza lavoro composta da schiavi e coloni.
b) la forza lavoro composta da schiavi.
c) schiavi, villici e monitores.

  
17. Le corvée in natura, nell’economia feudale, costituivano:   

a) l’obbligo dei contadini di consegnare al signore, in segno di reverenza e sottomissione, i frutti migliori del loro lavoro.
b) l’obbligo dei contadini di lavorare per il signore per un certo numero di giorni all’anno.
c) l’obbligo dei contadini di consegnare una parte del raccolto al signore.


18. Secondo E. Pirenne  i sobborghi ( forisburgus) delle città ecclesiastiche e delle fortezze feudali furono creati ed inizialmente abitati: .

a) dai servi della gleba che fuggivano dai feudi.
b) dai mercanti.
c) dalla piccola nobiltà che sopravviveva compiendo rapine.
d) dai delinquenti comuni e dai mendicanti.
e) dai contadini che non trovavano abitazioni dentro i borghi.


19. "Die Stadtluft macht frei " ( l’aria delle città rende liberi) è il motto che simboleggia
 

a) la comunità dei cittadini in armi.
b) l’abolizione delle pene corporali e della tortura.
c) gli stili di vita cittadini più liberi rispetto alla campagna feudale.


                             Risposte esatte:
1a
2b
3b
4 a
5c
6b
7b
8 c
9a
10c
11c
12b
13c
14c
15b
16b
17c
18b
19c



CAPITOLO SECONDO: Le origini della società moderna in Occidente


1. Le società europee conoscono un processo accelerato di mutamento sociale fra:  

a) il IX e l’ XI secolo.
b) fra il XIV e il XVI secolo.
c) fra il XVI e il XIX secolo.

2. Gli "usi civici" erano                                                                

a) le consuetudini che regolavano i rapporti fra signori e servi.
b) l’uso dei signori di richiedere corvée in lavoro ai contadini.
c) i diritti degli abitanti ad usare le terre comuni dei villaggi per il pascolo e la legna.
d) i diritti degli abitanti dei villaggi di sottrarre al prelievo dei signori la quantità di derrate necessarie alla sopravvivenza.
e)l’uso degli abitanti dei villaggi di riunirsi in assemblea per dividere fra famiglie quanto richiesto dal signore.  

3. l movimento delle enclosures è:  

a)  il movimento contadino inglese che ha portato all’occupazione delle terre non coltivate della gentry.
b) il movimento che ha  progressivamente eliminato gli usi civici nelle terre comuni in Inghilterra.
c)  la trasformazione dei pascoli in terre coltivate.
d)  il movimento che ha progressivamente eliminato i braccianti agricoli.


4. La crisi delle corporazioni fu principalmente provocata:           

a) dalle leggi a favore della concorrenza emanate dalle autorità cittadine.
b) dal rafforzarsi del potente ceto dei mercanti.
c)  dall’allargamento dei mercati.

5. Secondo J. Schumpeter gli imprenditori sono principalmente:                             

a) coloro che sono capaci di innovare

b)  coloro che sono animati da un illimitato impulso acquisitivo.
c)  coloro che possiedono i mezzi di produzione.

6. A fondamento dello "spirito del capitalismo" vi è, secondo Max Weber
:   

a) la regola benedettina dell’ "Ora et Labora"
b) l’ascesi mondana di origine calvinista
c) la traduzione luterana della Bibbia.
d) la razionalizzazione.


7. Presupposto dello stato moderno è
:         

a) l’esercizio della sovranità in nome del popolo.
b) il monopolio della violenza legittima da parte del potere sovrano.
c) l’affermazione dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

8. La divisione dei poteri nello Stato moderno è stata per prima teorizzata da:   

a)  Tocqueville.
b) Hobbes.
c) Montesquieu.
d)  Weber.

9. Uno status ascritto è dato:                                       

a) dalle qualità attribuite ad una persona dalla nascita.
b) dalle qualità che ne fanno una persona unica ed irripetibile.
c) dalle qualità che una persona si costruisce nel corso della sua vita.
d) dalle qualità che distinguono una persona dall’altra.

10."Il perseguimento del bene individuale comporta, contemporaneamente, la realizzazione del bene comune". Questa affermazione si deve a:   

a) Werner Sombart.
b) Alexis de Tocqueville.
c) Adam Smith.
d)  Max Weber.


11. Con "riflessività" si intende la capacità degli esseri umani :   

a) di scindersi in un soggetto pensante e in un soggetto pensato.
b) di essere consapevoli del "limite".
c) di essere razionali e irrazionali.
d) di accedere alla sfera della trascendenza.


12. Per Emile Durkheim la solidarietà organica si fonda:

a) sul sentimento di appartenenza ad un gruppo.
b) sull’interdipendenza degli individui.
c) sulla somiglianza degli individui
d) sulla autosufficienza degli individui.
.
13. Secondo Henry James Sumner Maine il rapporto servo-padrone è regolato:   

a) dallo status.
b) dalla legge.
c) dal contratto.

14. Quali grandi rivoluzioni determinano una radicale trasformazione della sfera politica e segnano l’avvento di una nuova concezione dello Stato?

a) scientifica, industriale, francese
b) inglese, americana, francese
c) industriale, americana, francese

15. Le società possono essere considerate alla stregua di organismi, nei quali le parti che formano il tutto sono fra loro interdipendenti. A chi si deve questa affermazione?

a) Sumner Maine
b) Herbert Spencer
c) Max Weber


RISPOSTE ESATTE

1c
2c
3b
4c
5 a
6b
7b
8c
9a
10c
11a
12b
13a
14b
15b


CAPITOLO TERZO. FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE


1. Secondo Max Weber colui che agisce spinto dal senso della propria dignità compie un’azione:

a) razionale rispetto allo scopo
b) razionale rispetto al valore
c) tradizionale
d)  determinata affettivamente  


2. Secondo Max Weber uccidere gelosia  è un’azione:

a)razionale rispetto allo scopo
b) razionale rispetto al valore
c) tradizionale
determinata affettivamente  


3. Secondo Max Weber le azioni che tengono conto delle conseguenze che potrebbero derivarne sono azioni:

a) razionali rispetto allo scopo

b razionali rispetto al valore
c) tradizionale
d) determinata affettivamente  


4. Una relazione sociale è data:   

a) da due o più individui che orientano reciprocamente le proprie azioni per un fine comune.
b) da due o più individui che orientano reciprocamente le loro azioni.
c) da due o più individui che orientano le proprie azioni reagendo alle azioni altrui.
d) da due o più individui che orientano affettivamente le proprie azioni reciproche.
e) da due o più individui che orientano le proprie azioni reciproche in vista del proprio interesse.


5. Si ha interazione sociale quando:
                        

a) due o più persone che, legate da una relazione, agiscono reagendo all’azione altrui.
b) due o più persone orientano reciprocamente le loro azioni.
c)  due o più persone prendono atto della presenza altri e si comportano di conseguenza.
d)  due o più persone che, legate da una relazione, agiscono per un fine comune.  

6. Nella definizione di un gruppo sociale sono contenute 5 proprietà. Completate l’elenco proposto:  .

insieme di persone
che interagiscono con continuità
secondo schemi relativamente stabili
_______________
_______________


7. Gli anziani sono:                   
a) una classe sociale
b) una categoria sociale
c) un gruppo sociale.
d) un gruppo secondario.
e) un ceto.

8. Il gruppo più fragile è quello:       

a) formato da 7 persone.
b) formato da  5 persone.
c) formato da 3 persone.
d) formato da 2 persone.


9. I "membri potenziali" di un gruppo sono:
 

a) coloro che sono indifferenti all’appartenenza ma hanno i requisiti necessari a far parte del gruppo.
b) coloro che aspirano all’appartenenza al gruppo e hanno i requisiti necessari all’appartenenza.
c) coloro che aspirano all’appartenenza ma non hanno i requisiti necessari all’appartenenza.


10. Il ruolo sociale è:

a) l’insieme dei comportamenti che ci si attende da una persona che occupa una posizione pubblica.
b) l’insieme dei comportamenti che ci si attende da una persona che si propone di raggiungere un certo fine.
c) l’insieme dei comportamenti che ci si attende da una persona che svolge una professione.
d) l’insieme dei comportamenti che ci si attende da una persona che occupa una posizione all’interno di un gruppo.


11. Sono ruoli "diffusi" l’insieme di comportamenti che ci si aspetta
:                   

a) dai funzionari e dagli impiegati.
b) dai familiari e dagli amici.
c)  dai partecipanti ad un’associazione.
d)  dai lavoratori.


12. La scuola è:

a)  un gruppo primario.
b)  un gruppo secondario


13. Ruoli specifici sono quelli che si giocano:  

a) in un gruppo di amici.
b) in un’azienda.
c) in una famiglia.
d)  in una coppia di innamorati.

14. I ruoli sociali indicano:   

a) uno schema di interazione
b) il contenuto dell’interazione.
c) la ribalta dell’interazione.


15. La coesione interna di un gruppo aumenta in primo luogo:          

a) con l’aumentare della segmentazione dei ruoli.
b) in caso di conflitto con altri gruppi
c) con l’introduzione di regolamenti.
d) con l’aumentare della dimensione dei gruppi.   


16. Lo scompartimento di un treno è, secondo I. Goffman:

a)  un luogo di ribalta.
b) un luogo di retroscena

17. Nei luoghi di ribalta, secondo I. Goffman, gli attori:           

a) cercano di dare un’immagine di sé che non corrisponde alla loro vera identità.
b)  cercano di indurre gli altri a credere di trovarsi di fronte ad una persona superiore.
c)  cercano di controllare la situazione per mantenere una distanza dal ruolo.
d) cercano di controllare le impressioni degli altri, in modo da dare del proprio sé l’idea migliore e più credibile.
  

18. La "disattenzione civile" individuata da I. Goffman è:    

a) il comportamento che si assume quando si incrocia uno sconosciuto in un luogo pubblico.
b)  il comportamento che si assume quando si assiste involontariamente ad un litigio.
c)  il comportamento che si assume quando la persona con cui interagiamo fa una gaffe.
d) il comportamento che si assume quando l’interazione avviene su una ribalta.


19. Nei "giochi di faccia" studiati da I. Goffman è fondamentale:

 
a)  che si abbia una buona conoscenza degli interlocutori.
b) fare in modo che ciascuno salvi la propria "faccia"
c)  fare in modo di salvare comunque la propria "faccia" anche a prezzo di quella altrui.
d) che si reciti con convinzione il proprio ruolo.


20. Quando qualcuno "perde la faccia" , nel significato di Goffman, la reazione  di questo qualcuno tipicamente è:

a)  di interrompere la relazione.
b) di reagire cercando di minare la credibilità altrui.
c) di perdere le staffe.


21. Gli effetti di composizione sono:                                 

a) le conseguenze previste delle azioni intenzionali.
b) le conseguenze non intenzionali dell’azione.
c) le conseguenze previste ma non evitabili di un’azione.


Risposte esatte
1. b
2. d
3. a
4. b
5. a
6. che si definiscono membri del gruppo e sono definite come tali da altri
7. b
8. d
9. a
10. d
11. c
12. b
13. b
14. a
15. b
16. a
17. d
18. a
19. b
20. a
21. b


CAPITOLO QUARTO. I GRUPPI ORGANIZZATI.


1. Un gruppo di volontariato è:                                                  

a) un gruppo primario.
b) un gruppo informale.
c) un’associazione.
d) un’organizzazione.

2. Si partecipa ad un’associazione:                   

a) per realizzarsi come persona.
b) per realizzare un ideale o un interesse.
c) per interagire con persone che hanno i medesimi ideali.
d) per lo stipendio.

3. Ne “La democrazia in America” A. de Tocqueville trovò sorprendente nella società americana  soprattutto:                                                                                 

a) la profonda credenza nel mito della Frontiera.
b) la grande diffusione delle associazioni.
c) la facilità con cui le masse potevano arricchirsi.
d) l’ingenuità degli americani.


4. L’adesione alle associazioni è più elevato:

a) quanto più aumenta il reddito e l’istruzione delle persone.
b) quanto più aumenta l’età delle persone.
c) quanto più aumenta il senso civico delle persone.
d) quanto più profonda è la fede religiosa delle persone.


5. Secondo M. Weber la burocrazia è:      
                             
a) la forma moderna dell’associazione.
b) la forma moderna di organizzazione.
c) la forma moderna della democrazia.



6. Una delle caratteristiche più importanti del tipo ideale di burocrazia descritto da Max Weber è:

a) il suo carattere democratico.
b) Il suo carattere informale.
c) la sua struttura gerarchica.
d) uno strumento organizzativo flessibile.


7. Un’organizzazione burocratica è, in primo luogo, secondo Max Weber:

a) un’organizzazione di specialisti.
b) un’organizzazione di formalisti
c) un’organizzazione di dilettanti di talento
.
8. Secondo M. Crozier  un ruolo organizzativo poco regolamentato:    

a) impedisce a chi svolge questo ruolo qualunque discrezionalità.
b) impedisce a chi svolge questo ruolo di  raggiungere alti livelli di efficienza.
c) consente a chi svolge questo ruolo di avere potere.
d) consente a chi svolge questo ruolo di lavorare poco.

9. Secondo M. Crozier tipici conflitti delle organizzazioni sono quelli che si svolgono attorno:

a) alla definizione degli obbiettivi.
b) alla regolamentazione dei ruoli organizzativi.
c) alla assegnazione dei ruoli di direzione.
d) alla assegnazione dei compiti fra diverse divisioni.

10. Secondo H. Mintzberg, i professori di una scuola danno vita a:   

a) una burocrazia meccanica.
b) una burocrazia professionale.
c) una struttura divisionale.
d) un’adhocrazia.

11. Il  modello di burocrazia di  Max Weber è, secondo H. Mintzberg:

a) un’adhocrazia
b) una burocrazia professionale.
c) una burocrazia meccanica.

12. Secondo H. Mintzberg la configurazione organizzativa più efficiente è quella meglio si adatta:    

a) al tipo di tecnologia a disposizione.
b) al mercato.
c) all’ambiente.
d) alla motivazione dei partecipanti.


13. Secondo H. Simon la razionalità limitata è:                                  

a) la razionalità possibile in condizioni di eccezionale incertezza.
b) la razionalità possibile in normali condizioni di incertezza.
c) la razionalità possibile in  normali condizioni di certezza.

14. Il formalismo burocratico, così come inteso da Merton, molto spesso produce:

a) efficienza
b) efficacia
c) inefficienza

15. A quale autore  classico è legato lo studio delle associazioni?

a) Merton
b) Crozier
c) Tocqueville




Risposte esatte

1. c
2. b
3. b
4. a
5. b
6. c
7. a
8. c
9. b
10. b
11. c
12. c
13. b
14. c
15. c


CAPITOLO QUINTO. VALORI, NORME E ISTITUZIONI


1. Il termine “valore “ è usato in sociologia prevalentemente:   

a) per indicare  tutto ciò che in una cultura è  ritenuto giusto, buono e apprezzabile.
b) per indicare gli ideali di bellezza di una società.
c) per indicare orientamenti dai quali discendono i fini delle azioni umane.
d) per indicare una valutazione rispetto ad un enunciato di fatto.

2. “I valori di una società sono i valori della classe dominante”.  Questo concetto è stato espresso da:    

a) M. Weber.
b) K. Marx.
c) T. Parsons.
d) R. Merton.

3. I valori universali definiscono:
     
a) i valori nei quali si riconosce una civiltà.
b) i valori che si sono affermati in tutto il mondo.
c) i valori ultimi che non cambiano col cambiare delle società.
d) i valori condivisi dalla maggioranza della popolazione.   

4. Il processo di secolarizzazione ha provocato:   

a) la fine dei valori.
b) un cambiamento dei valori.
c) un politeismo di valori.
d) un’incoerenza nei valori.


5. Il mutamento dei valori nella società contemporanea ha provocato:          

a) uno spostamento dell’orizzonte dei valori verso il futuro.
b) uno spostamento dell’orizzonte dei valori verso il passato.
c) uno spostamento dell’orizzonte dei valori verso il presente.
d)   una perdita di orizzonte dei valori.


6. Sono norme sociali quelle regole che:     

a) sono dotate della forza della tradizione.
b) sono dettate dalla routine.
c) sono dotate di razionalità.
d) sono accompagnate da sanzioni.

7. Le buone maniere sono:        

a) norme esplicite.
b) norme implicite.
c) norme regolative.

8. Un dilemma etico si presenta secondo R. Merton quando:   

a) vi è un eccesso di norme.
b) vi è una carenza di norme.
c) vi sono norme e contro - norme.

9. Un codice deontologico è un sistema normativo che si applica:

a) a tutti i soggetti che appartengono ad un ordine religioso.
b) a tutti i soggetti che appartengono ad un ordine professionale.
c) a tutti i soggetti che appartengono ad una organizzazione.
d) a tutti i soggetti che fanno parte di un’associazione.

10. La situazione sociale di anomia, descritta da E. Durkheim  si produce quando:    

a) vi è assenza di norme
b) vi è eccesso di norme.
c) vi sono norme e contro - norme

11. L’istituzione è:                                                                           

a) un modello di comportamento dotato di regolarità e prevedibilità.
b) un modello di comportamento ispirato ai valori dominanti di una società.
c) un modello di comportamento dotato di forza normativa vincolante.
d)   un modello di comportamento coercitivo

12. Nelle moderne società occidentali  sono ad alta istituzionalizzazione le norme che regolano:  

a) l’esercizio della sessualità.
b) la distribuzione oraria dei pasti.
c) la professione di idraulico
d) la professione di notaio

13. Nelle moderne società occidentali sono a bassa istituzionalizzazione le norme che regolano:

a) gli esami di maturità.
b) il fidanzamento.
c) la professione di medico.
d) la presentazione di un richiesta di referendum da parte dei cittadini.


14. Nello schema funzionalista di T. Parsons riguardante i requisiti fondamentali che ogni sistema sociale deve soddisfare per garantire la sua esistenza, conosciuto come “AGIL” l’adattamento è:

a) la funzione normativa.
b) la funzione politica.
c) la funzione di riproduzione.


15. Nello schema funzionalista di T. Parsons riguardante i requisiti fondamentali che ogni sistema sociale deve soddisfare per garantire la sua esistenza, conosciuto come “AGIL la “latenza” corrisponde:

a) alla funzione di riproduzione.
b) alla funzione economica.
c) alla funzione normativa.

16. Le sanzioni positive:

a) ricompensano chi rispetta la norma
b) sono applicate da specifiche autorità a ciò preposte
c) ricompensano chi si adatta alla situazione

17. Le sanzioni informali:

a) sono applicate da specifiche autorità a ciò preposte
b) sono reazioni spontanee di disapprovazione
c) sono le norme interiorizzate dal soggetto

18. Qual è il risultato di una situazione caratterizzata da un eccesso di norme?

a) Anomia
b) Dilemma etico
c) Ricorso agli esperti   

RISPOSTE ESATTE

1. c
2. b
3. a
4. b
5. c
6. d
7. b
8. c
9. b
10. a
11. c
12. d
13. b
14. b
15. c
16. a
17. b
18. c


CAPITOLO SESTO.  IDENTITA’ E SOCIALIZZAZIONE



1. Una società assicura la sua continuità nel tempo attraverso:  

a) la trasmissione degli universali culturali.
b) la filogenesi.
c) la trasmissione dell’innovazione.
d) la socializzazione.

2. La socializzazione dei bambini consente in primo luogo:  

a) la continuità di una società.
b) la trasformazione di una società.
c) l’evoluzione di una società.
d) il differenziarsi delle società.


3. I processi che assicurano la formazione delle competenze sociali di base si chiamano in sociologia:  

a) comunicazione sociale.
b) socializzazione primaria.
c) istituzionalizzazione.
d) investimento parentale.  

4. Le competenze sociali di base vengono trasmesse:

a) in modo differenziato a seconda dell’articolazione del potere di una società.
b) in modo differenziato a seconda del grado e del tipo di divisione sociale del lavoro di una società.
c) in modo uniforme in certi contesti e in modo differenziato in altri.
d) in modo uniforme a tutti i membri di una società.

5. Nelle società ad alto tasso di mutamento la parte più rilevante di patrimonio culturale che viene trasmesso alle nuove generazioni è costituito:    

a) da quanto di nuovo si è rapidamente accumulato nei tempi più recenti.
b) da un insieme bilanciato di innovazione e tradizione.  
c) dal patrimonio culturale tradizionale.

6. La socializzazione primaria tende a concludersi:  

a) nei primi tre anni del bambino.
b) nei primi cinque o sei anni del bambino.
c) nei primi otto-nove anni del bambino.

7. La socializzazione secondaria tende a concludersi:     

a) verso i diciotto anni.
b) alla fine del processo di scolarizzazione.
c) nel momento dell’assunzione dei ruoli adulti.
d) prosegue per tutto l’arco della vita.


8. L’essere umano, a confronto di altre specie animali:     

a) ha una dotazione istintuale molto più specifica.
b) ha una dotazione istintuale assai meno specifica.
c) le differenze fra esseri umani e altre specie animali non si misurano con la dotazione istintuale.

9. Le capacità fondamentali che distinguono gli esseri umani dalle altre specie animali:

a) sono un dato essenzialmente biologico.
b) sono un dato essenzialmente culturale.
c) sono potenzialità biologiche che si sviluppano con la cultura.

10. Le prime esperienze dei neonati umani sono segnate:     

a) dall’adattamento.
b) dalla dipendenza.
c) dal disagio.
d) dalla carenza.


11. Secondo le ricerche di J. Bowlby, fiducia nell’ambiente e in se stesso sono assicurati al bambino:

a) da un ambiente confortevole e ricco di stimoli.
b) da un legame stabile e duraturo con la madre.
c) da un’accorta gestione del meccanismo premio/punizione.
d) dalla valorizzazione culturale di un patrimonio genetico particolarmente promettente.


12. Il legame stabile e duraturo con la madre di cui parla J. Bowlby a proposito di una socializzazione primaria soddisfacente:   

a) non può essere sostituto da nessun altro legame.
b) può essere sostituito da una serie di legami meno stabili e meno duraturi
che tuttavia rispondono ai bisogni di comunicazione del bambino.
c) può essere sostituito dal legame con un’altra figura adulta che svolga le funzioni di madre.


13. Il modello fondato sul meccanismo premio/punizione è stato giudicato inadeguato come modello di apprendimento perché:

a) non prende in considerazione l’interazione affettiva fra socializzando e socializzante.
b) non vi è apprendimento col meccanismo premio/ punizione.
c) trascura gli stadi di sviluppo del bambino.   
d) trascura la tipizzazione sessuale delle persone.

14. Le pratiche di socializzazione che facilitano l’interiorizzazione delle norme sono quelle che si basano prevalentemente su:

a) sanzioni negative di tipo affettivo.
b) sanzioni positive di tipo affettivo.
c) sanzioni positive di tipo materiale (es: regali)
d) sanzioni negative di tipo materiale (es: botte )


15. La prima fase della costruzione dell’identità in un bambino si ha quando egli riesce: .

a) a distinguere fra la madre e gli altri adulti.
b) a distinguere la sua appartenenza all’uno o l’altro genere.
c) a distinguere fra sé e il mondo esterno
d) a distinguere il sistema dei ruoli familiari.

16. Il primo giorno di scuola o la nascita di un fratello o di una sorella sono eventi che provocano:

a) un rafforzamento dell’identità personale.
b) un momento di crisi dell’identità personale.
c) l’acquisizione di una nuova identità personale.

17. La componente di identificazione che, da un punto di vista analitico, fa parte del processo di formazione dell’identità è costituita da:   

a) la formazione del senso di appartenenza ad un “noi” .
b) l’identificazione con altri concreti.
c) l’assunzione e l’esercizio  di ruoli adulti.
d) l’identificazione con i valori dei genitori.

18. La componente di individuazione che, da un punto di vista analitico, fa parte del processo di formazione dell’identità è costituita da:       

a) l’acquisita comprensione del senso della propria posizione nella struttura sociale.
b) la formazione del senso della propria unicità.
c) la formazione del senso di appartenenza ad un gruppo sociale.
d) l’assunzione e l’esercizio di ruoli adulti.
19. Il “role set” è:   

a) l’insieme dei comportamenti di un individuo.
b) la conclusione del processo di socializzazione.
c) l’insieme dei ruoli svolti da un individuo.
d) l’aumento del numero di ruoli che si verifica nel passaggio dalla socializzazione primaria alla socializzazione secondaria.

20. Rispetto alla socializzazione primaria la socializzazione secondaria è:

a) senza un disegno preciso.
b) maggiormente controllata dai vincoli dell’ambiente.
c) maggiormente controllata dal soggetto stesso che si socializza.

21. La socializzazione scolastica comporta:

a)  rapporti di tipo asimmetrico con alcuni agenti di socializzazione e di tipo simmetrico con altri.
b) solo rapporti di tipo asimmetrico fra agenti di socializzazione e socializzando.
c) solo rapporti di tipo simmetrico fra agenti di socializzazione e socializzando.


22. Nel gruppo dei pari si apprende soprattutto:     

a) la competizione.
b) la cooperazione.
c) la competizione e la cooperazione.

23. Rapporti di tipo simmetrico caratterizzano la socializzazione:

a) familiare.
b) nel gruppo dei pari.
c) nella scuola.
d) negli uffici.




RISPOSTE ESATTE

1. d
2. a
3. b
4. d
5. c
6. b
7. d
8. b
9. c
10. b
11. b
12. c
13. a
14. b
15. c
16. b
17. a
18. b
19. c
20. c
21. a
22. c
23. b


CAPITOLO VIII. DEVIANZA E CRIMINALITA’


1. Le teorie biologiche riconducono i comportamenti devianti a:

a) caratteristiche psicologiche degli individui
b) caratteristiche fisiche degli individui
c) cause sociali che attraggono o spingono gli individui verso atti devianti

2. Nella tipologia di deviante avanzata da Merton chi è l’innovatore?

a) colui che accetta le mete culturali e rifiuta i mezzi istituzionalizzati per raggiungerli
b) colui che rinuncia alle mete culturali e accetta i mezzi istituzionalizzati
c) Colui che rifiuta sia le mete culturali che i mezzi istituzionalizzati
   
3. Secondo la teoria del controllo sociale esistono dei meccanismi di controllo che impediscono le azioni devianti. Tra questi vi sono quelli interni indiretti che implicano che il controllo avvenga attraverso:

a) la sorveglianza esercitata da altri
b) l’attaccamento  psicologico ed emotivo per figure autorevoli di riferimento
c) l’imbarazzo, la vergogna che prova chi trasgredisce

4. Nella teoria di E. Lemert la devianza secondaria è costituita da quegli atti  che:  

a) appaiono privi di importanza sia a chi li commette sia a chi li subisce e non comportano nessuna condanna.
b) suscitano una reazione di condanna da parte degli altri  che considerano l’autore un deviante
c) ricevono punizioni secondarie perché si tratta di devianze lievi.

5. Per reati dei colletti bianchi si intendono:

a) I reati commessi per acquisire ulteriori profitti finanziari e potere politico da parte delle elites
b) I reati commessi da persone insospettabili e di elevata condizione sociale
c) I reati commessi da persone insospettabili e di elevata condizione sociale nel corso delle loro attività professionali

6. Nello studio della criminalità un problema sempre presente è quello del “numero oscuro” dei reati. Con questa espressione si intende indicare:
 
a) i reati particolarmente ripugnanti di cui non si parla.
b) i reati che non vengono registrati.
c) i reati senza vittime

7. Una correlazione positiva fra l’appartenenza ad una classe sociale svantaggiata e la tendenza a violare le norme si ha:  

a) solo per i reati più lievi quali il taccheggio.
b) per tutti i reati
c) con l’aumento della gravità dei reati

8. La curva per età dei tassi dei condannati per furti e rapine in Italia e in altri paesi:

a) ) Raggiunge il punto più alto intorno ai 50 anni
b) Raggiunge il punto più alto intorno ai 35 anni
c) Raggiunge il punto più alto intorno ai 20 anni

9. I primi gruppi sociali che secondo la teoria della civilizzazione di N. Elias riuscirono a dominare se stessi, le proprie pulsioni e passioni e a controllare l’aggressività furono:  1998

a) i grandi proprietari terrieri.
b) gli aristocratici di corte.
c) gli abitanti delle città medievali italiane
d) gli abitanti delle prime metropoli moderne   
10. Secondo i recenti studi, gli omicidi nel tempo sarebbero:

a) aumentati
b) sostanzialmente invariati
c) diminuiti

11. La faida implica che il trasgressore vada incontro:

a) alla vendetta da parte della vittima o della sua famiglia
b) alla morte
c) alla vergogna permanente

12. Il carcere come sistema di punizione è stato introdotto:

a) nella seconda metà dell’800
b) nella seconda metà del ‘700
c) nella seconda metà del ‘600


RISPOSTE ESATTE

1.b
2.a
3.b
4.b
5.c
6.b
7.c
8.c
9.b
10.c
11.a
12. b


 
 
 
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