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Assistenza al paziente colostomizzato - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Assistenza al paziente colostomizzato

Procedure OSS > Bisogno di eliminazione intestinale

Le immagini , le musiche e i documenti sono di appartenenza dei rispettivi siti ,se ce ne dovessero essere protette da copyright, segnalatelo e saranno rimosse.
Documento di PELLACHIN SABRINA
MASTER UNIVERSITARIO DI I° LIVELLO IN NURSING ONCOLOGICO
1° ANNO
A.A. 2003-2004
RELAZIONE DI TIROCINIO
presso il servizio
Ambulatorio Stomizzati
AZIENDA OSPEDALIERA S. GIOVANNI BATTISTA
TORINO
Periodo dal 25.1
0.04 al 29.10.2004

INTRODUZIONE

Il paziente stomizzato è una persona portatrice di un handicap fisico non visibile, e necessita di un’assistenza personalizzata, quindi il servizio di stomaterapia (più comunemente noto come ambulatorio stomizzati) è stato studiato per garantire questa assistenza nei periodi pre e post operatorio sia precoce che tardivo.
Per fornire un’assistenza così mirata occorrono figure professionali specializzate, infatti nell’ambulatorio troviamo sia il medico chirurgo, sia soprattutto l’enterostomista.
L’enterostomista è un infermiera che ha seguito un corso di specializzazione ed occupa un ruolo educativo ed informativo, ha infatti il compito di guidare il paziente nel suo percorso di riabilitazione con lo scopo finale di renderlo autonomo e sicuro, coinvolgendo anche i familiari, qualora presenti.
I miei obiettivi di inizio tirocinio erano mirati a conoscere come funziona l’ambulatorio e come viene svolta l’educazione al paziente per la gestione della stomia, ma alla luce che non tutti gli ospedali sono dotati un tale ambulatorio, e non è neppure detto che
sia presente come ambulatorio territoriale, che vi sono reparti dove la gestione e l’educazione alla stomia non è svolta correttamente o viene svolta su una base di “ricordi scolastici” specie in quei posti dove non vi è un gran numero di pazienti con un simile problema, ho deciso di modificare i miei obiettivi.
Peccando di presunzione mi sono allora chiesta: “perché non fare un qualcosa che possa tornar utile agli operatori per poter meglio seguire un paziente con stomia?” una sorta di guida rapida, così come le ditte produttrici di presidi le creano per i pazienti, almeno il prossimo paziente con stomia che mi chiede “cosa posso mangiare secondo lei?” se non ho la memoria pronta ed un testo scolastico sotto mano, potrò
recuperare velocemente la mia “guida rapida”.
Un po’ di presunzione sì, ma ricordo che essendo fatto su una base d’esperienza brevissima e su testi scolastici, appunti e materiale reperito presso l’ambulatorio, il mio lavoro non è “perfetto”, farei presente che le colleghe enterostomiste del centro
sono meglio preparate e pronte a dissolvere ogni dubbio che possa sorgere nell’operatore, basta telefonare e ricordarsi che un pò d’umiltà fa bene a noi e fa soprattutto bene al nostro paziente a cui possiamo offrire un servizio migliore e un servizio veramente centrato su di lui, non solo a parole!
E come dice un libro di grande successo…………… io speriamo che me la cavi!???
A questo punto per fare un buon lavoro serve anche un indice e poi proseguiamo con il progetto!

DEFINIZIONE e CLASSIFICAZIONE di STOMIA

La STOMIA o STOMA è l’abboccamento temporaneo o definitivo di un viscere alla superficie cutanea con l’obiettivo di:
_ Permettere la fuoriuscita del contenuto viscerale
oppure
_ Introdurre sostanze ai fini nutrizionali e/o terapeutici.
Da un punto di vista anatomico possiamo distinguere le stomie in:

COLOSTOMIA

DEFINIZIONE

Si definisce Colostomia l’apertura e la fissazione temporanea o definitiva del colon alla  parete addominale allo scopo di derivare all’esterno il contenuto intestinale.

INDICAZIONI

Colostomia permanente:
Neoplasia del colon e del retto
Morbo di Crohn ano-rettale
Carcinosi diffusa delle pelvi
Stenosi non resecabili
Colostomia temporanea:
Protezione di interventi chirurgici cono-rettali
Trattamento d’urgenza di occlusioni o subocclusioni
Malattia diverticolare complicata
Rettocolite ulcerosa
Morbo di Crohn
Traumi del colon retto

FISIOPATOLOGIA

Ciecostomia:
E’ fisiologicamente simile ad una ileostomia (massiva perdita di liquidi e di elettroliti)
La valvola ileocecale integra preserva parzialmente dall’emissione continua
Essendo quasi sempre temporanea, non porta ad alterazioni metaboliche
significative.
Trasversostomia:
Le feci sono semiliquide in caso di stomia più prossimale o di consistenza quasi
normale se lo stoma è più distale
Inizialmente semipoltacee acquisiscono compattezza a distanza dall’intervento
Sigmoidostomia:
Le feci hanno un aspetto normale sia nel volume, sia nella consistenza e nell’odore
Normale presenza di gas
Inizialmente poltacee con il tempo acquisiscono un aspetto solido
Attività enzimatica ridotta o assente

ILEOSTOMIA
DEFINIZIONE

Si definisce Ileostomia l’apertura e la fissazione temporanea o definitiva dell’ileo alla
parete addominale allo scopo di derivare all’esterno il contenuto intestinale.

INDICAZIONI

Ileostomia permanente:
Rettocolite ulcerosa
Morbo di Crohn
Poliposi ereditarie
Neoplasie multiple del grosso intestino
Traumi
Ileostomia temporanea:
Perforazioni coliche
Magacolon tossico
Protezione di anastomosi ileo rettali
Protezione di anastomosi coliche destra
Traumi
Carcinosi peritoneale

FISIOPATOLOGIA

L’ileostomia comincia a funzionare in 2^ - 3^ giornata con evacuazioni continue, liquide, verdastre di 500/1500ml die.
In 10^ giornata si riducono a 600ml/die e la consistenza è poltacea, il paziente inizia ad alimentarsi.
Dopo la stabilizzazione, in genere dovuta a compensazione renale e/o aumentato riassorbimento di acqua da parte dell’intestino ed in particolare dell’ultima ansa ileale,
la consistenza è semipoltacea e il numero delle scariche meno frequenti (si arriva 3- 4/die).
Mancando il riassorbimento di liquidi e sali da parte del colon, la conseguenza più evidente è la disidratazione e la perdita di elettroliti.
Se è inoltre presente un’ampia resezione ileare si riscontrano malassorbimento lipidico in particolare degli acidi biliari con conseguente colelitiasi e malassorbimento delle
vitamine del gruppo B (in particolare B12) e K.
Nell’ileostomia il transito delle feci è rapido (3 – 8 ore)
Le feci sono particolarmente aggressive per la presenza di enzimi digestivi ancora attivi, e possono essere maleodoranti causa alimentazione, farmaci e/o batteri.

LA GESTIONE DELLA STOMIA

La corretta gestione della stomia, ha come scopo principale prevenire il distacco precoce del presidio e la prevenzione di eventuali complicanze quali arrossamenti, sanguinamenti, bruciore, prurito, dolore.
La stomia non è una ferita, ma un organo nuovo che fa parte del corpo, quindi non servono materiali sterili per la pulizia.
Per l’igiene della cute sono più adatti l’acqua e i saponi neutri, preferibilmente non liquidi, da utilizzare con spugne o panni morbidi, asciugando poi sempre con panni morbidi. Il paziente portatore di stomia può fare il bagno o la doccia con il sacchetto. (ileostomia, urostomia) o senza sacchetto (colostomia), usando sapone neutro.

Mai utilizzare sostanze come etere, alcool, amuchina, acqua ossigenata o altri disinfettanti perché irritano la pelle e la stomia.
Se sulla zona dove si applica la placca ci sono peli, bisogna insaponare la cute e raderla con un rasoio monouso.
Sistema due pezzi:
costituito da una placca ed una sacca.
Le placche sono disponibili in tre modelli
Placca a protezione totale costituita interamente da
materiale idrocolloide ed hanno la caratteristica
dell’ipoallergenicità
Placca con anello protettivo e adesivo microporoso detta
anche flessibile, la loro caratteristica è quella di essere più
leggera ed adattabile all’addome del paziente
Placca convessa, disponibile sia a protezione totale che nel
tipo flessibile, la caratteristica è la forma convessa nella
parte che va a contatto con la cute, viene consigliata a
coloro che hanno una stomia introflessa o mal posizionata.
Sistema monopezzo:
costituito da placca e sacca in un unico elemento.
Anche questo tipo di materiale è disponibile nei tipi a protezione totale, con anello protettivo e microporoso e convesso.
Inoltre le sacche monopezzo vengono confezionate con diametro ritagliabile oppure con foro pretagliato in diversi diametri.

CARATTERISTICHE

La placca non deve staccarsi prima del tempo prestabilito.
La placa non deve dare prurito e/o rossore alla pelle
La placca deve essere tolta senza fatica e non lasciare residui di colla sulla pelle. La sacca deve potersi agganciare facilmente
Il presidio deve essere comodo, discreto e confortevole

CONSIGLI

Il foro della placca deve avere lo stesso diametro del cercine cutaneo o al massimo 2 o 3 mm. più grande
Esiste la possibilità di utilizzare paste e protettivi peristomali (pasta in strisce, in tubetto, placche di idrocolloide, polvere idrocolloidale, crema barriera, film protettivo) qualora vi sia un’irregolarità dello stoma, erosioni e/o per proteggere le cuti più delicate

CONSIGLI DIETETICI

Per il paziente colostomizzato non esistono particolari controindicazioni ad una dieta
libera e varia, salvo patologie concomitanti che comportano restrizioni dietetiche.
Il colon dopo qualche settimana dall’intervento riprende di norma le abitudini di prima,
pertanto l’alvo spesso rispetta gli stessi orari che il paziente aveva precedentemente.
Alcuni problemi come la stipsi, la diarrea il meteorismo, cattivi odori, meno
controllabili per la mancanza dello sfintere, possono essere superati con l’ausilio di
alcuni semplici provvedimenti.
La stipsi, può essere risolta aumentando l’assunzione di scorie presenti in frutta, verdura, alimenti integrali etc.. e aumentando l’assunzione d’acqua (minimo 1/1,5lt die).
Si possono poi associare alla dieta anche il movimento fisico e la ginnastica che favoriscono la meccanica evacuatoria.
Nella diarrea, se non è causata da infezioni virali o batteriche o dall’uso di alcuni farmaci o concomitante a chemio/radioterapia, spesso è sufficiente interrompere l’assunzione di cibi che possono accelerare il transito intestinale già di per sé quali ad es. cereali integrali e poco cotti, brodo di carni, le parti grasse di pesce e carne,formaggi grassi (gorgonzola, mascarpone, panna, ….), insaccati, frittura, verdura efrutta ad alto contenuto di scorie (cicoria, fagioli, uva, prugne, kiwi….)
Nel caso di meteorismo e cattivi odori, è necessario evitare bevande gassate e cibi che già naturalmente comportano odore (es.: cipolla, aglio, cavoli, verza, uova soprattutto sode) e/o meteorismo (es.: legumi, formaggi fermentati).
Bisogna comunque tener presente i gusti personali e la tolleranza individuale agli alimenti, pertanto si consiglia di aggiungere un alimento nuovo per volta nella propriadieta al fine di controllarne la tolleranza.

TEMPI PER LE SOSTITUZIONI

Colostomia:
sistema a due pezzi con fondo chiuso:
cambio placca ogni tre giorni
cambio sacca una/due volte al giorno
sistema monopezzo con fondo chiuso:
cambio sacca una/due volte al giorno
Ileostomia:
sistema a due pezzi con fondo aperto:
cambio placca ogni due giorni
cambio sacca una/due volte al giorno
sistema monopezzo con fondo aperto:
cambio sacca una/due volte al giorno

Cambio della sacca di colostomia
Questa parte è stata redatta da Francesco Bianco

Scopo

Assicurare le cure igieniche all’ano artificiale.
Informare e istruire il paziente


Materiale occorrente

Sul carrello disinfettato:
Una brocca .
Acqua tiepida.
Guanti monouso non sterili.
Teli di protezione.
Delle spugne possibilmente monouso per la toilette.
Garze in tessuto non tessuto.
Contenitore per l’acqua.
Un contenitore per i rifiuti.
Nuova sacca.
Forbici apposite con taglio a curva.
Asciugamano monouso.

Importante

L’O.S.S. può fare questa manovra su  stretta indicazione infermieristica in caso di:
Resezione intestinale definitiva.
Messa a riposo temporanea di una porzione intestinale.
Se è necessaria una medicazione sterile , la prestazione è di competenza infermieristica.

Fare partecipare il paziente.
Non radere i peli ( per evitare il rischio di infezioni)
Non utilizzare l'etere.
posizionare la sacca verso il basso se il paziente è in piedi.
posizionare la sacca di lato se il paziente è a letto.

Tecnica di esecuzione

Informare il paziente riguardo la procedura.
Lavarsi le mani.
Indossare i guanti.
Sistemare il paziente in una posizione il più confortevole possibile con un telo di protezione sotto la sacca.
Scollegare la sacca usata dal bordo nella parte superiore per evitare le perdite.
Osservare se vi sono eventuali scariche.
Mettere la sacca usata nel contenitore porta rifiuti.
Togliere il materiale fuoriuscito con delle garze asciutte
Lavare accuratamente la stomia con l’acqua tiepida, dalla zona più pulita a quella più sporca.
Asciugare tamponando delicatamente con le garze.
Evitare di usare altri prodotti oltre l’acqua, ( salvo altra indicazione infermieristica) e non strofinare troppo forte per non irritare inutilmente la stomia.
Esaminare lo stato della cute e della mucosa.
Prendere la misura della stomia per tagliare il foro nella sacca della stomia, togliere il film protettivo ( se stiamo parlando di sacca e placca a corpo unico).
Sistemare la placca nell’orifizio.
Assicurasi che l’adesivo abbia fatto presa.
Riordinare il materiale e l’unità del malato.
Riposizionare il sistema di chiamata.
Arieggiare la stanza.
Disinfettare e riordinare il materiale utilizzato.




Comunicazioni.

Informare l'infermiere riguardo:
Esecuzione della prestazione.
Tutte le anomalie della cute e della mucosa. In questo caso non collegare una nuova sacca ma avvisare l'infermiere
Quantità ed aspetto delle feci.
Livello di autonomia del paziente..








 
 
 
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