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Somministrazione ed assistenza durante i pasti - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Somministrazione ed assistenza durante i pasti

Procedure OSS > Bisogno di alimentazione

Somministrazione e assistenza durante i pasti


-- Aiuto per l’assunzione dei pasti --

Obiettivo
Lo scopo della tecnica è quello di mantenere lo stato nutrizionale dell’utente, aiutare il paziente nell’alimentazione, stimolandolo ad essere il più possibile autonomo.
Indicazioni
Seguire le indicazioni date dall’infermiere, in particolare per i pazienti:
Non autosufficienti, anziani.
Con lesioni neurologiche che creano deficit alla deglutizione.
Immobilizzati.
Con alterazioni dello stato generale.
Nota bene: Prima di procedere alla somministrazione del pasto verificare che il paziente non debba osservare il digiuno per un eventuale esame diagnostico in corso.

Azioni
Il momento del pasto nella sezione di degenza richiede un’adeguata preparazione dell’ambiente e dei pazienti. Se vogliamo che mangiare sia un momento piacevole nella vita della persona ricoverata, è necessario eliminare ogni fattore di disturbo.
L’intervento dell’Oss avviene su indicazione dell’infermiere.
L’aiuto richiesto all’OSS deve essere modulato sulle capacità residue della persona.
•  Preparare l’occorrente per l’igiene delle mani dell’utente
•  Ventilare il locale e pulire il tavolino da letto
•  Aiutare la persona ad assumere la postura eretta su sedia, in caso di persona allettata far assumere la postura seduta o semi seduta ( se necessario servirsi di cuscini)
•  Aiutare l’utente nell’igiene delle mani
•  Lavarsi le proprie mani
•        Mettere un grembiule pulito, una cuffia per raccogliere i capelli e infilare i guanti in tessuto se necessario.
•       Controllare il vassoio (se la dieta è stata rispettata e se il vassoio è completo)
•  Distribuire i vassoi ricontrollando la correttezza della dieta e il nominativo della persona, curare la presentazione.
•       Aprire i sacchetti, le posate, i contenitori.
•        Tagliare se necessario il cibo.  Sbucciare la frutta e tagliare il pane.
•       Rispettare le abitudini alimentari o i divieti imposti dalla cultura o religione del paziente senza esprimere giudizi.
•  Controllare che il pasto venga consumato e se è il caso assisterlo nell’assunzione
•  Annotare e riferire i dati relativi all’assunzione del cibo (quantità di liquidi e cibo ingerita)
•  Riordinare l’ambiente.
Dopo che gli utenti hanno pranzato è necessario:
Ritirare i vassoi ed eliminare i rifiuti negli appositi sacchi ( si ricorda che i rifiuti alimentari, salvo nel caso in cui provengano da malati portatori di malattia infettiva, sono considerati assimilabili agli urbani).
Provvedere alla sanificazione e al riordino della sala mensa, della cucina, e della sezione di degenza.
Provvedere alla sanificazione dei piatti e delle stoviglie, se sono in dotazione alla sezione di degenza con macchine lavastoviglie: la temperatura raggiunta (circa 90 °) assicura la disinfezione.
Svuotare completamente i contenitori dei carrelli multiporzione, il lavaggio dei carrelli avviene generalmente nella cucina centralizzata.
•  Aiutare l’utente nel lavaggio mani e igiene orale (lasciare passare un po’ di tempo per non rovinare il gusto)

Nel caso di incapacità ad alimentarsi in modo autonomo si deve:

•  Posizionare il vassoio sul tavolino da letto e posizionarsi al lato della persona
•  Tagliare il cibo in piccoli pezzi (aiutare il paziente in relazione al tipo di handicap)
•  Porre un tovagliolo sotto il mento dell’utente
•  Chiedere all’utente l’ordine in cui mangiare i vari cibi e se la temperatura è quella da lei desiderata (non soffiare sul cibo per raffreddarlo!!)
•       Incoraggiare il paziente a mangiare ma non obbligarlo ad assumere contro il suo volere alimenti che non gli piacciono. Se rifiuta di mangiare cercare di capire la motivazione del rifiuto.
•  Lasciare che sia l’utente a richiedere il secondo boccone (non mostrare segni di voler fare in fretta e rispettare i ritmi del paziente). Lasciare deglutire il paziente tranquillamente il primo cucchiaio prima di porgerli il secondo.
•  Dare liquidi solo se richiesto (Proporre di bere, "in alcuni casi bere dal bicchiere è impossibile, adottare altre soluzioni adatte al paziente, come l’uso della cannuccia"). Nel caso di pazienti affetti da disfagia verso i liquidi proporre l’acqua addensata o servirsi di un cucchiaino per somministrare piccoli sorsi, secondo le indicazioni date dall’infermiere.
Lasciare deglutire il paziente tranquillamente il primo cucchiaio prima di porgerli il secondo.
•  Fare delle pause, conversare durante il pasto
•        Non mescolare gli alimenti (zucchero con salato). Rispettare l’ordine del pasto.
•        Rinforzare l’autonomia del paziente, non rimproverare se qualcosa non va per il verso giusto.
•         Non trattare il paziente adulto come un bambino.
•  A fine pasto eseguire l’igiene orale e delle mani. Qualora sia portatrice di protesi dentaria suggerire un risciacquo della stessa.
•  Far assumere la posizione più confortevole per l’utente, avendo cura di mettergli vicino il suo bicchiere e il sistema di chiamata.
•        Ritirare il piatto non lasciando alimenti in camera, pulire la tavola.
•  Nel caso l’utente sia a rischio di aspirazione lasciare la testata del letto inclinata di almeno 30° per 30 minuti
•  Annotare e riferire la quantità di cibo e liquidi consumata

Comunicazioni con l’infermiere

Al termine del pasto l’OSS riferisce all’infermiere le proprie osservazioni:
Se il paziente ha mangiato tutto il cibo, ne ha mangiato un po’ o la maggior parte.
Se ha bevuto e in che quantità (è utile fornire dati precisi di quanti liquidi ha assunto)
Se il paziente ha manifestato preferenze particolari o non ha gradito alcuni cibi.
Se ha avuto difficoltà nell’assumerli (Disfagia, dispepsia, nausea, vomito, espressioni di disgusto)



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