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Gestione dei disinfettanti - L'abc dell'operatore socio sanitario

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Gestione dei disinfettanti

Procedure OSS > Area igienico sanitaria e alberghiera

Gestione dei disinfettanti( diluizione e conservazione)

Scopo:

Conservare , diluire e utilizzare correttamente i disinfettanti.
Evitare rischi per l’operatore.
Garantire l’efficacia dell’azione disinfettante.


Indicazioni.

Le indicazioni sulla modalità di diluizione, conservazione dei disinfettanti sono indicate dalle dite produttrici, quindi l’OSS dovrà conoscere alla perfezione il prodotto che utilizza leggendosi le informazioni riportate nel flacone.
Le indicazioni su quali disinfettanti utilizzare sono stabilite dal personale infermieristico, o secondo specifico protocollo del servizio.
Materiale occorrente.
Guanti ed altri eventuali dispositivi di protezione individuale come occhiali, camice o manicotti.
Contenitore di capacità tale da contenere la quantità totale della soluzione;
Contenitore per prendere la quantità esatta del disinfettante dalla confezione originale, ad esempio un cilindro da 1 litro graduato in millilitri;
Disinfettante
Solvente acqua fredda, preferibilmente bidistillata sterile o microbiologicamente controllata ( solo se richiesto) . Attenzione molti operatori utilizzano acqua calda convinti che le prestazioni del disinfettante siano migliori, questo non è assolutamente vero poiché il calore rende inattivo alcuni tipi di disinfettanti.

Tecnica di esecuzione
Diluizione:

Indossare i dispositivi di protezione individuale ( guanti, occhiali/visiera, camice, manicotti)
Stabilire la quantità di soluzione da preparare  ( es 10 litri).
Verificare le dosi consigliate dal produttore, calcolare il quantitativo della soluzione da utilizzare calcolata in percentuale.
Effettuare la diluizione avendo cura di rispettare i criteri su esposti.
Identificare la soluzione ottenuta con: il nome del disinfettante, la concentrazione, la data di preparazione.
Una volta preparate le soluzioni devono essere consumate entro 7 giorni , salvo divera indicazione.
Riordinare il materiale usato.

Esempio di diluizione.

Riempire il secchio da dieci litri di acqua per 9.500 cc e aggiungervi 500 cc di disinfettante; oppure, qualora il contenitore sia di 10 litri e non ha ulteriore gradazione, riempire il secchio, togliere 500 cc di acqua e sostituirla con 500 cc di disinfettante;
In ambedue i casi otterremo correttamente 10 litri di soluzione disinfettante al 5 %.
Per 10 litri di soluzione totale /10000 cc di soluzione totale.
Soluzione al 1% = 100 cc disinfettante + 9900 cc di acqua.
Soluzione al 5 %= 500 cc disinfettante + 9500 cc di acqua.
Soluzione al 10 %= 1000 cc di disinfettante in 9000 cc di acqua.

Conservazione.

Ricordarsi che il prodotto disinfettante ha una scadenza quindi evitare di preparare grandi quantitativi se poi non verranno impiegati.
Il locale adibito alla conservazione di tali prodotti deve essere accessibile all’utenza, ben areato, con temperatura bassa, con armadi non utilizzati per altri materiali ( farmaci, antisettici).
E’ consigliabile contenitori di dimensioni piccole.
Tenere i prodotti nelle loro confezioni originali.
L’etichetta del prodotto non deve essere manomessa, integra, e perfettamente leggibile per eventuali comunicazioni in caso di incidente.
I contenitori devono essere chiusi dopo l’uso con i tappi originali allo scopo di non contaminare il prodotto.
Evitare di miscelare prodotti disinfettanti di tipologia diversa, o disinfettanti con detergenti.
I contenitori adibiti alla diluizione devono essere perfettamente puliti.

Veleni e sostanze infiammabili:

Prima del trasporto assicurarsi della tenuta del tappo e delle confezioni, è indicato l’impiego di carrelli e cassette per uno spostamento in sicurezza, i contenitori devono essere disposti in modo ordinato e non devono essere coricati.
Il tappo deve essere originale a perfetta tenuta.
I flaconi devono avere l’etichetta integra e ben leggibile.
La confezione deve essere quella originale, poiché  solo tale contenitore è stato studiato per contenere quella sostanza, acida o basica che sia.

Importante.

Tenere sempre a disposizione la scheda dei prodotti che si utilizzano.
Ricordarsi che prima di effettuare la disinfezione bisogna effettuare una buona pulizia.

Seguire alla lettera le modalità di utilizzo dei prodotti, concentrazione, conservazione, tempi di contatto, ecc.ecc….

Approfondimento
L'ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE E DEI
PREPARATI PERICOLOSI

I - I PRODOTTI PERICOLOSI

La quantità di prodotti chimici presente sul mercato è in costante aumento e i lavoratori si trovano frequentemente ad utilizzarne dei nuovi durante l'attività quotidiana.
Si definisce pericolosa una sostanza (o un preparato) in grado di produrre effetti nocivi sull'organismo umano o sull'ambiente.
Quindi, quando si impiega un nuovo prodotto è indispensabile sapere se sia o no pericoloso, quale sia la tipologia e l'entità del rischio a cui ci si espone e quali siano le cautele necessarie per la sua manipolazione. Queste informazioni sono riportate in maniera più dettagliata sulla scheda di sicurezza del prodotto ma possono già essere ottenute in gran parte anche dalla lettura dell'etichetta stessa.
La normativa europea prescrive infatti che ogni sostanza o preparato (che sia prodotto o importato nel territorio della UE e immesso sul mercato) deve essere valutato in base alle sue proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche al fine di individuarne la potenziale pericolosità per l'uomo e per l'ambiente e, se classificato come pericoloso, etichettato a norma di legge.
Alcune sostanze (o preparati) possono presentare dei rischi legati alle loro caratteristiche chimico-fisiche quali, ad esempio, l'esplosività o l'infiammabilità; in altri casi gli effetti nocivi si manifestano in seguito all'assorbimento da parte del corpo umano, assorbimento che può avvenire sostanzialmente attraverso tre vie: inalazione, ingestione o contatto (cute o mucose). L'etichettatura di una sostanza può variare a seconda della sua forma commerciale (concentrata o diluita) in quanto la pericolosità può variare in ragione della concentrazione. L'etichettatura di un preparato è determinata dalle diverse sostanze pericolose di cui è costituito. I simboli e le frasi di rischio e di cautela che sono riportati sull'etichetta consentono quindi all'utilizzatore di acquisire una prima serie di preziose informazioni sulla pericolosità del prodotto, sulla tipologia di rischio e sulla entità del rischio stesso, sulle precauzioni da adottare per la manipolazione, lo stoccaggio e lo smaltimento.

II - REQUISITI NORMATIVI

La normativa che disciplina l'etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi è estremamente complessa ed articolata ed in continuo aggiornamento. Queste norme sono frutto del recepimento di direttive comunitarie e delle relative modifiche e aggiornamenti. Le due norme fondamentali che regolamentano la materia sono il Decreto Legislativo n° 52 del 3 febbraio 1997 (attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente la classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose) e il Decreto Legislativo n° 65 del 14 marzo 2003 (attuazione delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE relative alla classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi).
La differenza fra sostanze e preparati è definita dai suddetti decreti ed è riassumibile nelle seguenti definizioni:
· sostanze: appartengono a questa categoria gli elementi chimici e i loro composti compresi gli additivi necessari a mantenerne la stabilità
· preparati: sono le miscele e le soluzioni di più sostanze Quando una sostanza o un preparato sono stati classificati come pericolosi devono essere commercializzati con imballaggi e etichettature che siano conformi al dlgs 52/97 e al dlgs 65/03; alcune categorie di prodotti, allo stadio di prodotto finito, destinati all'utilizzazione finale, sono però esclusi dall'obbligo di applicazione delle norme dei suddetti decreti e in particolare:
· medicinali per uso umano e veterinario
· prodotti cosmetici
· prodotti alimentari
· alimenti per animali
· sostanze radioattive
· miscele di sostanze in forma di rifiuti

III - L'ETICHETTA
Come devono essere le etichette e le indicazioni:
Le indicazioni previste dalla normativa su sostanze e preparati pericolosi devono essere riportate direttamente sull'imballaggio oppure su un'etichetta saldamente apposta su uno o più lati dell'imballaggio stesso.
L'etichetta deve essere leggibile in orizzontale quando l'imballaggio si trova in posizione normale.
Le informazioni devono essere riportate in lingua italiana (qualora compaiano scritte in altre lingue, le dimensioni dei caratteri non devono essere superiori a quelle della lingua italiana).
Lo sfondo dell'etichetta (o della confezione) devono essere di un colore tale da mettere in risalto il simbolo di pericolo e da rendere facilmente leggibili le indicazioni richieste.
La normativa in materia di prodotti pericolosi definisce dettagliatamente i simboli di pericolo, le frasi di rischio e i consigli di prudenza che devono essere riportati sull'etichetta nonché le dimensioni dell'etichetta stessa e dei simboli riportati.
Quali sono le indicazioni che devono essere riportate in etichetta:
Ogni etichetta deve riportare in caratteri leggibili, indelebili e in lingua italiana le seguenti
indicazioni:

SOSTANZE PREPARATI
Denominazione della sostanza conforme al decreto o comunque basata su una
nomenclatura riconosciuta (nome chimico) internazionalmente Denominazione o nome commerciale del prodotto Nome e indirizzo completo nonché il numero di telefono del responsabile dell'immissione sul mercato, stabilito all'interno dell'Unione europea, (fabbricante, importatore,
distributore) Il nome chimico delle sostanze, presenti nel
preparato, che hanno dato luogo alla classificazione
I simboli e le indicazioni di pericolo conformi alla normativa (se previsti) Le "frasi tipo" relative ai rischi specifici derivanti dai pericoli connessi all'uso del prodotto, dette "frasi R" Le "frasi tipo" concernenti i consigli di prudenza relativi all'uso dei prodotti dette "frasi S" Nel caso di preparati venduti al pubblico, il quantitativo nominale del prodotto espresso in volume o in massa Per confezioni che abbiano un contenuto inferiore a 125 ml non è sempre obbligatorio indicare le frasi R e S
Sull'etichetta o sull'imballaggio dei prodotti che rientrano nei suddetti decreti non possono comparire diciture quali "non tossico" o "non nocivo" o altre diciture che inducano a sottovalutare i pericoli inerenti tali prodotti

IV - LE FRASI DI RISCHIO E DI PRUDENZA
La normativa vigente stabilisce e codifica le frasi di rischio (R)e i consigli di prudenza (S) che devono essere riportate sulle etichette dei prodotti pericolosi.
Si riportano di seguito gli elenchi delle frasi R e S.

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R
R 1 Esplosivo allo stato secco
R 2 Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti di ignizione
R 3 Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti di ignizione
R 4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili
R 5 Pericolo di esplosione per riscaldamento
R 6 Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria
R 7 Può provocare un incendio
R 8 Può provocare l'accensione di materie combustibili
R 9 Esplosivo in miscela con materie combustibili
R 10 Infiammabile
R 11 Facilmente infiammabile
R 12 Estremamente infiammabile
R 14 Reagisce violentemente con l'acqua
R 15 A contatto con l'acqua libera gas estremamente infiammabili
R 16 Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti
R 17 Spontaneamente infiammabile all'aria
R 18 Durante l'uso può formare con aria miscele esplosive/infiammabili
R 19 Può formare perossidi esplosivi
R 20 Nocivo per inalazione
R 21 Nocivo a contatto con la pelle
R 22 Nocivo per ingestione
R 23
Tossico per inalazione; CL50, per inalazione, ratto, per aerosol o particelle, superiore a 0,25
mg/litro e minore o uguale a 1 mg/litro per 4 ore; CL50 per inalazione, ratto, per gas e vapori,
superiore a 0,5 e minore o uguale a 2 mg/litro per 4 ore
R 24 Tossico a contatto con la pelle, DL50 per via cutanea, ratto o coniglio, superiore a 50 mg/kg e
minore o uguale a 400 mg/kg
R 25 Tossico per ingestione: DL50 per via orale nel ratto, superiore a 25 mg/kg, minore o uguale a
200 mg/kg
R 26
Molto tossico per inalazione: CL50, per inalazione, ratto, per aerosol o particelle, minore o
uguale a 0,25 mg/litro per 4 ore; CL50 per inalazione, ratto, per gas e vapori, minore o uguale
a 0,5 mq/litro per 4 ore
R 27 Molto tossico a contatto con la pelle: DL50 per via cutanea, ratto o coniglio, minore o uguale a
50 mg/kg
R 28 Molto tossico per ingestione: DL50 per via orale nel ratto, minore o uguale a 25 mg/kg
R 29 A contatto con l'acqua libera gas tossici
R 30 Può divenire facilmente infiammabile durante l'uso
R 31 A contatto con acidi libera gas tossico
R 32 A contatto con acidi libera gas molto tossico
R 33 Pericolo di effetti cumulativi
R 34 Provoca ustioni
R 35 Provoca gravi ustioni
R 36 Irritante per gli occhi
R 37 Irritante per le vie respiratorie
R 38 Irritante per la pelle
continua
R 39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi
R 40 Possibilità di effetti cancerogeni - prove insufficienti
R 41 Rischio di gravi lesioni oculari
R 42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione
R 43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
R 44 Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato
R 45 Può provocare il cancro
R 46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie
R 48 Pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata
R 49 Può provocare il cancro per inalazione
R 50 Altamente tossico per gli organismi acquatici
R 51 Tossico per gli organismi acquatici
R 52 Nocivo per gli organismi acquatici
R 53 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
R 54 Tossico per la flora
R 55 Tossico per la fauna
R 56 Tossico per gli organismi del terreno
R 57 Tossico per le api
R 58 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente
R 59 Pericoloso per lo strato di ozono
R 60 Può ridurre la fertilità
R 61 Può danneggiare i bambini non ancora nati
R 62 Possibile rischio di ridotta fertilità
R 63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati
R 64 Possibile rischio per i bambini allattati al seno
R 65 Nocivo: può causare danni ai polmoni in caso di ingestione
R 66 L'esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolature alla pelle
R 67 L'inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini
R 68 Possibilità di effetti irreversibili

ELENCO DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S
S 1 Conservare sotto chiave.
S 2 Conservare fuori della portata dei bambini.
S 3 Conservare in luogo fresco.
S 4 Conservare sotto (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante).
S 6 Conservare sotto (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante).
S 7 Conservare il recipiente ben chiuso.
S 8 Conservare al riparo dall'umidità.
S 9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.
S 12 Non chiudere ermeticamente il recipiente.
S 13 Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande.
S 14 Conservare lontano da (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore).
S 15 Conservare lontano dal calore.
S 16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.
S 17 Tenere lontano da sostanze combustibili.
S 18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela.
S 20 Non mangiare ne bere durante l'impiego.
S 21 Non fumare durante l'impiego.
continua
S 22 Non respirare le polveri.
S 23 Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del
produttore].
S 24 Evitare il contatto con la pelle.
S 25 Evitare il contatto con gli occhi.
S 26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e
consultare il medico.
S 27 Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati.
S 28 In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente (con prodotti
idonei da indicarsi da parte del fabbricante).
S 29 Non gettare i residui nelle fognature.
S 30 Non versare acqua sul prodotto.
S 33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.
S 35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni.
S 36 Usare indumenti protettivi adatti.
S 37 Usare guanti adatti.
S 38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto.
S 39 Proteggersi gli occhi/la faccia.
S 40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto, usare... (da precisare da
parte del produttore).
S 41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi.
S 42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto [termine(i)
appropriato(i) da precisare da parte del produttore).
S 43 In caso di incendio usare... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se
l'acqua aumenta il rischio precisare "Non usare acqua").
S 45 In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile,
mostrargli l'etichetta).
S 46 In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o
l'etichetta.
S 47 Conservare a temperatura non superiore a... °C (da precisare da parte del fabbricante).
S 48 Mantenere umido con... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante).
S 49 Conservare soltanto nel recipiente originale.
S 50 Non mescolare con... (da specificare da parte del fabbricante).
S 51 Usare soltanto in luogo ben ventilato.
S 52 Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati.
S 53 Evitare l'esposizione -procurarsi speciali istruzioni prima dell'uso.
S 56 Smaltire questo materiale e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o
speciali autorizzato.
S 57 Usare contenitori adeguati per evitare l'inquinamento ambientale.
S 59 Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio.
S 60 Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi.
S 61 Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali schede informative in materia di
sicurezza.
S 62 Non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o
l'etichetta.
S 63 In caso di incidente per inalazione, allontanare l'infortunato dalla zona contaminata e
mantenerlo a riposo
S 64 In caso di ingestione sciacquare la bocca con acqua (solamente se l'infortunato è cosciente).

V - I SIMBOLI DI PERICOLO

La normativa in materia di sostanze e preparati pericolosi definisce anche i simboli che devono essere riportati sull'etichetta. Di seguito si riportano la classificazione e i simboli relativi alle diverse tipologie di sostanze pericolose.

ESPLOSIVI
E
sostanze solide, liquide, pastose o gelatinose che sottoposte a riscaldamento anche in assenza di ossigeno atmosferico, possono provocare una esplosione se soggette a parziale contenimento.

COMBURENTI
O sostanze che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili,
provocano una forte reazione esotermica

ESTREMAMENTE INFIAMMABILE
F+
sostanze liquide che presentano punto di infiammabilità estremamente basso e punto di ebollizione basso e sostanze gassose che a temperatura e pressione ambiente sono infiammabili a contatto con l'aria

FACILMENTE INFIAMMABILI
F
· sostanze che, a contatto con l'aria a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono subire innalzamenti termici e infiammarsi · sostanze solide che possono facilmente infiammarsi dopo un breve
contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo il distacco della sorgente stessa
· liquidi il cui punto di infiammabilità è molto basso
· sostanze che, a contatto con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas estremamente infiammabile in quantità pericolose

INFIAMMABILI
R10 liquidi con un basso punto di infiammabilità (la norma non prevede la
rappresentazione di pittogrammi ma solo la frase di rischio R10)

MOLTO TOSSICI
T+ sostanze che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in
piccolissime quantità, sono letali oppure provocano lesioni acute o croniche

TOSSICI
T sostanze che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in
piccole quantità, sono letali oppure provocano lesioni acute o croniche

NOCIVI
Xn sostanze che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo,
possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche
continua

CORROSIVI
C sostanze che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi
un'azione distruttiva

IRRITANTI
Xi sostanze non corrosive, il cui contato diretto, prolungato o ripetuto con la pelle
o le mucose può provocare una reazione infiammatoria

SENSIBILIZZANTI
sostanze che, per inalazione o per assorbimento cutaneo, possono da luogo ad una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione produce reazioni avverse caratteristiche
Xn Sensibilizzanti per inalazione
obbligatoria la frase di rischio R42

Xi Sensibilizzanti per contatto con la pelle
obbligatoria la frase di rischio R43

CANCEROGENI
sostanze che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza di insorgenza. Ai fini della classificazione e della etichettatura sono
suddivise in tre categorie:
T Categorie 1 e 2
obbligatoria la frase di rischio R45 o R49

Xn Categoria 3
obbligatoria la frase di rischio R40

MUTAGENI
sostanze che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono produrre difetti genetici
ereditari o aumentarne la frequenza di insorgenza. Ai fini della classificazione e della etichettatura
sono suddivise in tre categorie

T Categorie 1 e 2
obbligatoria la frase di rischio R46

Xn Categoria 3
obbligatoria la frase di rischio R40 continua

TOSSICI PER IL CICLO RIPRODUTTIVO
sostanze che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare o rendere più frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle capacità riproduttive maschili o femminili. Ai fini della classificazione e della etichettatura sono suddivise in tre categorie
T
Categorie 1 e 2
obbligatoria la frase di rischio:
R60 (se riferito alla fertilità) - R61 (se riferito allo sviluppo)
Xn
Categoria 3
obbligatoria la frase di rischio:
R62 (se riferito alla fertilità) - R63 (se riferito allo sviluppo)

PERICOLOSI PER L'AMBIENTE

N
sostanze che, qualora si diffondano nell'ambiente, presentino o possano presentare rischi immediati o differiti per una o più delle componenti ambientali.
Come accennato in precedenza l'etichettatura di un preparato è determinata dalla presenza o meno di sostanze classificate come pericolose (e dalle relative concentrazioni) quindi i simboli sopra descritti e le relative frasi di rischio vengono riportati sull'etichetta dei preparati pericolosi solo se la sostanza pericolosa è presente in una concentrazione superiore a quella indicata dalla normativa in materia.





 
 
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